Gli italiani tornano a programmare viaggi e vacanze, ma escono di casa a passo lento e comunque una parte dovrà rimandare: se da un lato il Covid spaventa meno del 2020, dall’altra è all’origine del fatto che tante famiglie saranno costrette a restare lontane dalle località di villeggiatura per le difficoltà economiche insorte in questi mesi o che si sono aggravate.

In attesa del vero anno della ripresa che, salvo sorprese, sarà il 2022, sono comunque 41 milioni i connazionali (11 in più del 2020, ma 6 in meno del 2019), che si metteranno in viaggio quest’anno, puntando soprattutto sull’Italia. Sebbene rimanga ancora lontano l’82% dell’estate pre-pandemia, dichiara che andrà in vacanza il 73% della popolazione, un dato in crescita rispetto al 55% di chi nel 2020 è effettivamente partito (a inizio estate, l’anno scorso, lo prevedeva il 70% , ma la percentuale si è poi clamorosamente sgonfiata e alla fine 17 milioni hanno rinunciato).

Gli 11 milioni in più di quest’anno che hanno intenzione di viaggiare sono dunque un dato da confermare, anche se si confida nelle minori incertezze legate all’emergenza sanitaria. La crisi economica, che morde di più, rappresenta l’incognita maggiore: è infatti tra le prime motivazioni addotte da quel 27% che mette in conto di non partire (precisamente, dichiarano di non avere sufficienti risorse il 38% degli intervistati contro il 25% del 2020). Sono i ceti popolari i più colpiti in un’Italia fortemente polarizzata in uscita dal Covid.

Cresce, nei più fortunati, il timore di non trovare posto, per cui la tendenza è a non perdere tempo. Il 58% ha già prenotato o lo farà a breve, una percentuale superiore al 52% dello stesso periodo di riferimento del 2020.

L’effetto vaccini Le previsioni di viaggio per l’estate della ripartenza escono dall’indagine realizzata a giugno da italiani.Coop (lo strumento di ricerca e comunicazione dell’Associazione nazionale cooperative di consumatori Coop) per Robintur Travel Group. La ricerca, giunta alla quarta edizione, è scaricabile integralmente sul sito www.italiani.coop.

Il sondaggio presentato da Albino Russo, direttore generale Ancc-Coop, mostra un Paese che, pur nell’attenzione ai costi, ha tanta voglia di relax e di vacanze, confortato dall’andamento della campagna di immunizzazione che incide positivamente sulle scelte. Lo si vede dal fatto che quasi un italiano su due (il 45%) proprio grazie al vaccino dichiara di avere meno paura del Covid rispetto all’anno scorso. Per questo alcuni lasceranno qualche mascherina e gel a casa, mettendo in valigia qualche costume in più. Ma sul “liberi tutti” gli italiani sono ancora molto disciplinati e previdenti: 8 su 10 si dicono favorevoli alle mascherine, ai contingentamenti, alle prenotazioni obbligatorie. Stabile, rispetto al 2020, è il consenso per la protezione di bocca e naso, una misura però eccessiva per uno su due.

Dopo mesi di limitazioni, il green pass raccoglie il favore del 67% , con consensi più elevati fra i più giovani. E per quel 33% di italiani che si vorrebbe vaccinare ma ha paura di non fare in tempo, la soluzione ideale sarebbe la somministrazione del siero in vacanza. Il 79% vorrebbe la seconda dose direttamente in villeggiatura (era il 52% nello stesso periodo del 2020). Ben uno su due organizza il proprio viaggio in base al vaccino, e l’area no -vax, nel frattempo, è scesa sotto il 10%, a conferma di una fiducia che, nonostante tutto, risale.

Italia al profumo di mare Le difficoltà di spostamento ancora in atto si fanno sentire anche sulle destinazioni degli italiani: 9 famiglie su 10 rimarranno in Italia (erano 7 nel periodo pre-Covid) e si godranno la maggiore mobilità sul territorio. Solo l’11% degli intervistati, 4,5 milioni di italiani circa, dichiarano di scegliere l’estero (dato in leggera ripresa), con la fiducia di varcare finalmente i confini nel 2022 : è quello che progettano 4 italiani su 10.

La spiaggia rimane la meta del cuore anche nell’estate 2021, scelta dal 58% dei vacanzieri. Ma tiene bene la montagna e tornano a crescere le città d’arte, che lo scorso anno avevano forse pagato nell’immaginario collettivo il fatto di essere luoghi affollati. Per chi parte e ha già prenotato, c’è un ritorno al comfort e alle sistemazioni comode come quelle alberghiere (per 1 su 2) a scapito delle case vacanza o di proprietà, che nel 2020 avevano assicurato un’idea di sicurezza e che ora sono le preferite soprattutto dei più giovani che optano per vacanze “risparmiose”.


Sognando le Americhe
Chi rimane in Italia è però determinato a cambiare regione: lo dichiara il 72% contro il 65% del 2020, quando gli italiani si erano mossi ancora meno. Al primo posto nelle intenzioni c’è la Puglia, seguita da Sicilia e Toscana: chi cresce di più rispetto al 2020 è proprio la Sicilia.

E dove pensano di andare quei 4,5 milioni circa di italiani che intendono varcare i confini? In primo luogo in Grecia, poi in Spagna e Francia. Per i tour rimandano al 2022, guardandodecisamente fuori continente: verso le Americhe (Usa, Caraibi, Cuba) o l’Asia più turistica (Maldive, Giappone ed Emirati Arabi Uniti). Destinazioni esotiche per vacanze chiuse, per ora, nel cassetto.

Redazione

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1 Commento

  1. Io resto in Italia sia per sicurezza che per agevolare l’economia italiana
    Parlo oer la mia faglia di 4 persone 2 genitori
    2 figli maggiorenni

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