Fonti rinnovabili, efficienza energetica, decarbonizzazione: è questa la strada maestra per ridurre i gas serra e contrastare i cambiamenti climatici. Una strada opposta al fracking. Lo ricorda Mariagrazia Midulla, responsabile energie e clima di Wwf Italia, che cita “Obiettivo 2050. Per una roadmap energetica”, il rapporto stilato da REF-E per Wwf Italia, che mostra come centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni indicati nel 2009 dalla Ue. Il rapporto conferma che è possibile dipendere soprattutto da fonti rinnovabili da qui al 2050 e indica le tappe da seguire. Ma il presupposto di tutto è la riduzione dei consumi.

È questa la vera rivoluzione energetica? 
La vera rivoluzione energetica la sta già praticando la Germania, che nel 2010 ha delineato la sua politica di settore fino al 2050: i pilastri sono l’efficienza energetica e l’espansione delle rinnovabili. La Federal Environment Agency tedesca ha evidenziato la fattibilità tecnica e ambientale, per il paese, entro quell’anno, di un sistema di produzione elettrica completamente basato sulle rinnovabili. E non si capisce perché se lo può fare la Germania, che ha una scarsa solarizzazione, non lo possano fare gli americani e a maggior ragione gli italiani. Noi invece, dopo aver depotenziato la politica degli incentivi, ci stiamo riorientando verso il passato che è quello dei combustibili fossili e delle trivellazioni. E i risultati purtroppo già si vedono: se nell’ultimo anno gli investimenti sulle rinnovabili in Europa sono diminuiti dell’11% per effetto della crisi, in Italia il calo è stato drastico, del 50%. Quello che servirebbe è un piano di efficienza energetica assieme a una fiscalità coerente con una politica climatica.

Ma il fracking perché non potrebbe essere una soluzione? 
Metterebbe a repentaglio il nostro patrimonio paesaggistico e ambientale, ovvero la principale risorsa che abbiamo. Per non parlare dei rischi per la salute delle persone e per l’ecosistema sui quali giungono notizie tutte negative dagli studi in corso. Come Wwf internazionale guardiamo con grande preoccupazione al fenomeno, che è fortemente impattante, pur partendo da posizioni non pregiudiziali. 

Il Wwf si è mobilitato anche contro le estrazioni di gas e petrolio convenzionali. Perché?
Dall’Abruzzo alla Basilicata alla Sicilia, non solo noi ma anche le popolazioni e le istituzioni locali hanno preso coscienza dei danni causati sia all’ambiente e sia all’economia, da “trivella selvaggia”. Le compagnie pagano pochissime royalties e così stiamo svendendo per un pugno di dollari il nostro patrimonio più prezioso.

Tornando alle prospettive, c’è chi considera irrealistica la copertura dei fabbisogni energetici prevalentemente da fonti pulite
Di fronte a certe prese di posizione penso che abbiamo un problema di classe dirigente e non mi riferisco solo ai politici. Nel migliore dei casi chi afferma che non esistono alternative mostra un livello di informazione inadeguato, nei casi peggiori fa disinformazione o è al centro di conflitti di interesse che in questo campo sono molto forti.

Quali scenari di decarbonizzazione traccia il rapporto per l’Italia?
Le rinnovabili arriveranno a coprire oltre il 90% della domanda di energia, ma questo solo se i consumi energetici italiani saranno nel 2050 del 40%  inferiori a quelli del 2010, con due tappe intermedie previste al 2020 (-5%) e al 2030 (-16%). Un ruolo centrale lo avrà l’elettricità, che sostituirà, almeno parzialmente, i combustibili fossili nei trasporti e nel riscaldamento.

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