Il tema dei packaging alimentari negli ultimi anni, anche a fronte di sviluppi di nuovi materiali, è diventato sempre più importante in quanto i materiali destinati al contatto con alimenti sono assimilabili in termini di sicurezza ai prodotti alimentari stessi.

Vi sono normative specifiche correlate al materiale: in particolare sulla plastica esiste un regolamento comunitario  che definisce quanto necessario per garantire l’idoneità dei materiali. Coop da oltre dieci anni ha affrontato la tematica dei packaging applicando pionieristicamente, come spesso fa, un approccio preventivo. La sicurezza per Coop riguarda il prodotto sia in termini di contenuto che di contenitore e per tale motivo sono stati monitorati nel tempo vari contaminanti  che costituivano un potenziale rischio per i diversi materiali utilizzati nei prodotti a marchio. Questo sempre nel massimo rigore scientifico attraverso il supporto di istituzioni e di enti di riferimento riconosciuti come i massimi esperti per i contaminanti da imballaggi a livello nazionale ed internazionale. Coop ha inoltre esteso l’approccio preventivo basato sull’analisi del rischio alle sue filiere produttive: sensibilizzando i fornitori sull’argomento e richiedendo agli stessi l’ implementazione di azioni (definite a partire dal 2008 nelle Linee guida Coop) con richieste più restrittive rispetto alla normativa vigente.

Ai fornitori è richiesto nello specifico un presidio costante (considerando gli aggiornamenti legislativi e le conoscenze scientifiche) per effettuare una valutazione del rischio che tenga conto di tutte le possibili variabili coinvolte. Viene inoltre richiesto di raccogliere tutte le documentazioni e di dare evidenza dei controlli analitici conseguenti effettuati presso laboratori selezionati da Coop.

Tutti i fornitori a marchio Coop vengono verificati sistematicamente per garantire il rispetto delle Linee guida. In un’ottica quindi di precauzione devono essere inoltre rispettati una serie di requisiti valoriali aggiuntivi relativi alle tipologie di polimeri impiegati, inchiostri e vernici utilizzate per imballaggi a diretto contatto con alimenti,  adesivi in imballaggi  e materiali riciclati a diretto contatto con alimenti, solventi, sostanze in nano forma.

Nello specifico in riferimento alla presenza di ftalati, comunemente impiegati nel PVC, additivi che sono normalmente aggiunti per migliorare la plasticità, possiamo confermare che questa sia regolamentata con restrizioni sia a livello nazionale che comunitario, ma il loro utilizzo è autorizzato.

Gli ftalati sono sotto osservazione da parte del mondo scientifico perché potenzialmente interferenti endocrini.

La problematicità è correlata alla potenziale migrazione degli ftalati negli alimenti in relazione alla loro composizione (maggiormente in quelli grassi ma non solo).

A fronte della possibilità di ritrovare ftalati soprattutto nei formaggi, Coop ha approfondito la tematica eseguendo piani analitici straordinari sui formaggi a marchio e, a fronte dei risultati ottenuti, sempre comunque nei limiti di legge, sono stati fatti approfondimenti lungo la filiera per evidenziare e minimizzare le fonti di possibile contaminazione. 

Inoltre tutte le pellicole ad uso alimentare utilizzate in punto vendita e tutto l’usa e getta a marchio Coop da più di 15 anni, non contengono Pvc. Inoltre il Pvc o suoi derivati non possono venire utilizzati nei packaging dei prodotti a marchio Coop a diretto contatto con alimenti.

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