Melone_Terra_Equa.jpgI datteri Medjoul che da Gerico sono arrivati sulle tavole degli italiani hanno permesso la costruzione a Betlemme della prima clinica di chirurgia pediatrica. Mentre poco lontano da Dakar è sorto un presidio medico grazie alla distribuzione di meloni senegalesi. E i fagiolini e il miglio del Burkina  garantiscono migliori condizioni di vita a più di 1000 persone. Sono i singoli risultati del progetto Terra Equa, la dimostrazione di come le filiere solidali possono aiutare le economie dei Paesi in via di sviluppo.

IL PROGETTO TERRA EQUA Terra equa è un progetto pilota di Coop nato per valorizzare le eccellenze agricole di paesi in difficoltà e per dare un contributo al loro sviluppo. I meloni prodotti in Senegal nel 2014 e venduti nei supermercati Coop di tutta Italia, ad esempio, hanno contribuito alla costruzione di un nuovo presidio sanitario, nel villaggio di Tassette, non lontano dalla capitale Dakar. E sono oltre duecento le famiglie che vivono grazie alla coltivazione e vendita dei meloni, un lavoro sicuro con standard italiani: guanti per proteggere le mani, scarpe da lavoro, mensa comune, acqua nei campi per bere e orari di lavoro che tengano conto delle temperature giornaliere. Inoltre, terminata la raccolta, le foglie dei meloni vengono raccolte gratuitamente dagli abitanti e utilizzate per dare da mangiare agli animali domestici. Sono state costruite strade che congiungono la piantagione con il villaggio di Tassette e la strada che porta a Dakar. L’obiettivo del 2015, invece, è quello di acquistare strumenti per realizzare analisi mediche nel villaggio.

I DATTERI DI GERICO Dal 2010, invece, dalla città di Gerico arrivano sulle tavole degli italiani i datteri Medjoul, anzi i «re dei datteri» per il loro sapore, grandezza e consistenza. Per effetto di questa presenza sugli scaffali di Coop, il mercato italiano sta aiutando in modo determinante non solo l’economia di Gerico, ma anche la costruzione, a Betlemme, della prima Clinica di Chirurgia pediatrica. Perché per ogni chilogrammo di datteri venduto, Coop versa un euro alla Fondazione Giovanni Paolo II che sta costruendo la clinica. A Gerico i datteri sono coltivati e lavorati da alcune piccole cooperative. Questi datteri, inoltre, sono riusciti anche a far nascere un’alleanza” un tempo impensabile e sono diventati per certi versi un prodotto simbolo: la città infatti è chiusa da rigidi check point, quindi nessun agricoltore di Gerico può portare la sua frutta fino ai porti israeliani. Ecco che, invece, i container con la frutta vengono presi in carico da trasportatori israeliani che fanno imbarcare la frutta al porto di Ashdod.

I FAGIOLINI DEL BURKINA Infine, i fagiolini e il miglio del Burkina, realizzati grazie al lavoro del Movimento Shalom ong, presente da 30 anni nel paese africano, uno fra i più poveri al mondo. I fagiolini sono tornati sul mercato grazie all’aiuto di Coop che così è riuscita a dare lavoro a centinaia di famiglie e far nascere aziende solide e affidabili. Quest’anno, infatti, il Burkina ha esportato 150 tonnellate di fagiolini, coltivati in 25 ettari da 800 persone, circa 125 famiglie. Coop sta portando avanti un analogo progetto per l’esportazione del miglio, e ha messo in vendita il miglio decorticato e il cous cous di miglio a marchio Terra equa nei punti vendita di tutta Italia dando così continuità ai progetti di sviluppo avviati con varie esperienze di vera cooperazione internazionale.

Del progetto Terra Equa si è parlato ad Expo in un incontro cui erano presenti monsignor Luciano Giovannetti, Vescovo emerito di Fiesole e Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II; Abuna Ibrahim Faltas, presidente per il Medio Oriente della Fondazione Giovanni Paolo II; don Andrea Cristiani, fondatore Movimento Shalom; Jean Paul Monè, Responsabile Movimento Shalom Burkina Faso e Maura Latini, Direttore generale Coop Italia.

 

 

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