smartphone.jpgIl Rapporto Coop 2014 su Consumi e distribuzione, calcola che i consumi delle famiglie siano calati di 100 miliardi dal 2007 ad oggi. Dunque la torta complessiva è più piccola. E questo non è una sorpresa. Ma è importante scoprire che è cambiata anche la misura delle diverse fette che compongono la torta, dove le fette rappresentano di volta in volta le spese per casa, alimentazione, vestiti, viaggi, sanità, ecc.  Gli italiani hanno infatti ridefinito le loro priorità e adeguato i budget per trovare il punto di equilibrio possibile. Così, come spiega il responsabile dell’ufficio studi di Ancc-Coop, Albino Russo, si scopre che a far la parte del leone sono le spese per l’abitazione che valgono il 40% del budget familiare, con un aumento del 20% sul 2007. “Si spende di più per la casa – spiega Russo -, anche se il valore di mercato delle case è calato del 10% negli ultimi 4 anni. Ma dato che circa l’80% di famiglie italiane è proprietaria si capisce come questa voce resti centrale. In realtà il numero di compravendite è di nuovo in aumento, segno che il mercato si sta muovendo, ma dove c’è il boom più importante è nelle ristrutturazioni per le quali, nel 2014, si spenderanno 33 miliardi di euro (con una variazione di più 148% sul 2010)”.

Se la casa resta il centro della vita, in declino è invece l’automobile. Si comprano meno auto, ma non sono certo i trasporti pubblici a beneficiare di questo stato di cose. Il fatto è che ci si sposta meno. E in più, in grandi città come Milano e Roma iniziano a prendere piede forme di condivisione della vettura che non prevedono la proprietà. Parliamo del car sharing (80 mila abbonati a Milano) e del noleggio (200 mila noleggi al mese sempre a Milano).

Anche per abbigliamento e calzature calano gli acquisti (-6,7% nel 2013) e la moda passa molto dal web, con la crescita dei grandi portali di vendite on line dove si va a cercare l’affare a prezzi scontati.

Cala anche la spesa per mangiare fuori casa (il 67% degli italiani dichiara di aver ridotto le uscite), a vantaggio del ritrovarsi in casa con gli amici e la famiglia. Nella parata di segni meno c’è anche la sanità, con 3 italiani su 10 che hanno tagliato le spese in questo campo: nel 2011 eravamo a 498 euro a testa, che sono diventati 458 nel 2013. E ovviamente a calare sono anche le spese per cinema (meno 330 mila visitatori nei primi sei mesi 2014), stadi e teatro.

Il tutto viene sostituito dallo stare più tempo in casa, accontentandosi di navigare in rete (oltre a guardare ancora tanta tv). Gli italiani sono primatisti europei con 2 ore di Facebook e social media al giorno. L’insieme dello stare su Internet invece di ore ne vale quasi 5 di cui 2 su apparati mobili, come smartphone e tablet.

E qui veniamo proprio a parlare di chi da questi anni di crisi esce come vincitore. Sono proprio questi apparati digitali che ci tengono sempre connessi e che hanno cambiato la vita di milioni di persone. “Gli smartphone in Italia sono infatti 45 milioni – spiega Russo – E se la vendita di questi oggetti continua a crescere, cala invece la vendita di tutti gli altri apparati elettronici che da questi oggetti vengono sostituiti, vista la quantità di funzioni e attività che possiamo svolgere col nostro “telefonino””.
Qui parliamo degli effetti della rivoluzione digitale che si stanno dispiegando in tutto il mondo. Ogni giorno 9 milioni di nuovi oggetti vengono connessi alla rete. Nel 2020 saremo a 50 miliardi di oggetti connessi. Il mondo va veloce…

ottobre 2014

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