Archiviate in questo inizio 2017 due importanti fiere di settore – il Consumer Electronics Show di Las Vegas, a gennaio, e il Mobile World Congress di Barcellona, a marzo – in bocca rimane un po’ di amaro. Almeno per quest’anno, infatti, lo smartphone sarà più o meno quello che tutti conosciamo (mai abbastanza bene, vedi box). Tra presentazioni, annunci e clamorosi ritorni, siamo ancora in attesa di quella “svolta tecnologica” che da tempo manca, dopo un 2016 senza grosse novità. Anche per il 2017 le stime (Gartner) parlano di una sostanziale stabilità del mercato con un aumento del prezzo medio dei telefoni, sempre più potenti e ricchi di funzionalità.

Quest’anno vedremo in arrivo sui primi binari il Galaxy S8 di Samsung e il G6 di LG. Attesi nei prossimi mesi anche altri “pezzi da novanta”, tra cui l’iPhone 8 di Apple (forse a settembre), mentre gli Huawei P10 e P10 plus hanno già risposto “presente” a Barcellona, dove chi ha fatto più rumore, però, sono stati i modelli retrò: su tutti la riedizione del 3310 di Nokia, mentre per BlackBerry (con il Mercury) si è trattato di un ritorno sulla scena dopo il passaggio ai cinesi.

Ma la svolta “vera”, quella che cambierà le nostre abitudini d’uso, quando ci sarà? La sensazione degli addetti ai lavori è che potrebbe maturare nel 2018 (contestualmente a una risalita delle vendite) e ruotare, è il caso di dirlo, intorno al concetto di “schermo flessibile”. Secondo gli analisti sarà questo il prossimo passo in grado di ridisegnare un mercato che attualmente vede primeggiare Samsung con il 18,1% rincorsa da Huawei con il 10,6%. Gli utenti, dicono le ricerche, sono ben disposti a recepire una novità del genere. Occhi puntati dunque, in particolare, sui pannelli flessibili di Lg, Samsung e Apple.

Si sa che la prima è avanti nelle sperimentazioni, e che ha brevettato uno smartphone pieghevole che si trasforma in un tablet. Un dispositivo ibrido a due facce. Facendo scorrere il display e aprendolo a libro, lo schermo raddoppia di dimensioni. È flessibile e ripiegabile in vari modi: se lo si tiene sollevato, ad esempio, si avrà una migliore fruizione di film e video e varierà di conseguenza l’interfaccia utente.

Va precisato che di brevetti se ne depositano tanti, e pochi sono quelli che si trasformano in prodotti di successo. Ma anche l’altro marchio sudcoreano, Samsung, è “sul pezzo”: ha svelato già un anno fa uno smartphone della serie Galaxy con un pannello sottilissimo full Hd che si srotola.

E poi c’è il gigante dell’innovazione. Quando Apple si muove, aumentano le probabilità di una rivoluzione nelle nostre consuetudini. La casa della Mela si è scoperto aver brevettato uno schermo Oled che si srotola come un papiro, flessibile e retrattile. Una sorta di “pergamena 3.0” per i futuri iPhone e iPad che non rinuncia a fotocamera, microfoni e altri elementi racchiusi in appositi alloggiamenti.

All’interno di rulli che permettono di estrarre e riporre lo schermo, trovano posto circuiti elettrici, memoria, dispositivi di storage, motorini per la vibrazione e altre componenti. Apple ha previsto vari meccanismi di chiusura e apertura, tra cui uno che tiene il “papiro” chiuso grazie a dei magneti.

Con un terminale del genere nel taschino, è chiaro che i nostri stili di vita inevitabilmente ne risentirebbero, e decisamente in meglio: chi non ha il problema, oggi, di portarsi dietro un dispositivo di un certo ingombro con cui fare tutto e in ogni momento della giornata?

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