Molti podisti corrono in maniera innaturale, con il braccio piegato per controllare i tempi dal polso. Altri con il “braccialetto” ci nuotano come se dovessero fare tempi da qualifica o provano a misurarsi la salute. Il fatto è che i dispositivi da polso hanno preso piede, e chi li usa giura che sono comodi e funzionali, oltre che eleganti e di moda.

È un mercato in crescita quello degli “indossabili”, che vede l’Italia al secondo posto dietro soltanto gli Stati Uniti per numero di pezzi acquistati (dati Kantar Worldpanel ComTech2016). Parliamo di cinturini o bracciali (detti anche “smartband” o “fitband”) dedicati principalmente al fitness, e degli orologi (“smartwatch”) che partiti dal fitness e dalla musica (ricordate l’iPod nano del 2011?), oggi svolgono funzioni più articolate e complete. Vere e proprie periferiche dello smartphone che non deve necessariamente uscire dalla tasca, ma può essere guidato con comandi vocali o interagendo con… il proprio polso.

Le app miniaturizzate sono il tramite di un abbinamento realizzato via Bluetooth e Wi-Fi, che sfrutta la connessione Internet dello smart-phone per accedere ai contenuti online, e non solo per ricevere notifiche ed email. La nuova frontiera sono gli “orologi intelligenti” analogici, con tanto di lancette e l’aggiunta di chip per le funzioni smart, che in alcuni casi supportano l’utilizzo di schede Sim per telefonare. Un mercato su cui stanno scommettendo i più famosi brand dell’orologeria.

Ma focalizziamoci ora sulle funzionalità fitness che vanno per la maggiore, dato l’interesse degli italiani per la cura del proprio corpo. Va detto che gli indossabili presenti oggi sul mercato tracciano il numero dei passi, dei chilometri percorsi, dei piani di scale saliti, calcolano le calorie bruciate, i periodi di inattività e formulano piani di allenamento anche in modalità multi-sport (pesi, bicicletta, corsa, escursione, ecc.), riversando poi i dati raccolti tramite gps e sensori, sulle varie piattaforme Health Salute di Apple, Google Fit o Microsoft Health.

Ma la grossa differenziazione oggi è tra fit-band con o senza la rilevazione continua dei battiti cardiaci; alcuni promettono anche di misurare la pressione e di monitorare la qualità del sonno. Questo nelle fasce medio-alte del mercato, ma l’offerta molto variegata comincia dai braccialetti da poche decine di euro venduti online e assimilabili a gadget per il tempo libero.

Dal sistema operativo ai comandi Nella scelta di acquisto di un fitband e soprattutto di uno smartwatch, va tenuto conto anzitutto del sistema operativo, nonché delle modalità di interazione che non si limitano al touch screen.

Gli smartwatch si possono comandare anche con i tasti posti ai lati e agendo sulla ghiera intorno allo schermo. La comodità è data proprio dall’insieme di questi elementi e dalla forma del display, quadrato o a cipolla, ma soprattutto dalla tecnologia impiegata. La maggior parte di questi dispositivi hanno display di tipo Oled/Amoled oppure Lcd: gli schermi del primo tipo assicurano una buona autonomia e un ottimo rapporto di contrasto, ma alla luce del sole quelli Lcd si fanno preferire. Sul mercato, inoltre, ci sono smartwatch dotati di display e-paper come quelli degli ebook reader. Alcuni restano sempre accesi (always on), altri si attivano con il movimento del braccio.

Da tenere molto in considerazione gli elementi chiave per una buona resa che sono l’autonomia della batteria, che in genere è di un giorno o due (più lunga in un fitband), la potenza del processore e la memoria interna oggi importante per qualunque dispositivo elettronico.

Mano al portafoglio
Smartband di fascia bassa da 30 a 100 € circa con o senza gps

Smartband di fascia media da 100 a 200 € circa con o senza la rilevazione del battito cardiaco

Smartband di fascia alta sopra i 300 € circa con playlist e altre  funzionalità aggiuntive

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