E’ triplicata la spesa degli italiani per gli smartphone negli ultimi dieci anni. Quasi 6,2 miliardi di euro spesi solo nel 2018, come sottolinea l’ultimo rapporto Censis sulla comunicazione. Ma se guardiamo alle fasce d’età, ci accorgiamo che non sono poche le differenze e che tra i più “vitali” sul mercato ci sono i meno giovani, i cosiddetti senior, oltre la soglia dei 65 anni. In particolare è tra i 65 e i 74 anni che si notano nell’ultimo triennio impennate negli acquisti, dal 50 al 100%, in base a quanto emerge da una ricerca europea condotta dai marchi che hanno scelto di concentrarsi proprio su questa tipologia di telefoni cellulari e smartphone “dai capelli bianchi”.

Secondo questa ricerca quasi una metà (46%) degli anziani si sente però insicura quando ha a che fare con la tecnologia, mentre l’altra metà (54%) la gestisce con maggiore facilità e vorrebbe possedere qualcosa di simile allo smartphone del nipote per navigare e comunicare in mille modi, combattendo, in questo modo, anche la solitudine.

I senior hanno ovviamente esigenze specifiche dovute all’età: l’82% denuncia problemi di vista, il 29% di udito e il 42% ha difficoltà nel maneggiare gli oggetti. L’offerta per queste persone è stata finora principalmente di “feature phone”, cioè di telefoni con apertura a conchiglia estremamente semplici e dotati di tasti fisici (non touch) per i quali si registra una ripresa di interesse da parte di un pubblico sempre più maturo. In aggiunta, i nuovi prodotti promettono di più di quanto finora visto, a cominciare dagli smartphone pensati per “vincere le paure” e migliorare la vita non solo degli anziani, ma anche di persone sole, disabili o colpite da malattie. Come? Accompagnando al tasto delle emergenze, ad esempio, che invia sms ai numeri preselezionati e fornisce la geolocalizzazione, funzionalità più avanzate. Prima fra tutte la gestione da remoto mediante la quale figli, parenti o assistenti possono “entrare”, attraverso un programma come Team Viewer, nel dispositivo della persona e manovrarlo a distanza risolvendole vari problemi: da quelli tecnici, come inviare una email, difendersi dai virus informatici o modificare regolazioni inavvertitamente modificate, a quelli della vita quotidiana come memorizzare contatti in rubrica, controllare gli appuntamenti o fissare i pro memoria delle medicine o delle visite mediche. Il tutto senza muoversi da casa. 

I nuovi senior smartphone sono dotati, inoltre, di una interfaccia alternativa a quella Standard e basata non più, o non solo, sulle applicazioni ma sulle azioni. Si chiama Facile e mostra tre icone, “chiama”, “visualizza” e “invia”, associate a “chi” o “cosa”. Una volta premuto il tasto “invia”, ad esempio, verrà chiesto cosa si vuole inviare (messaggi, mail, video, contatti) e qual è il destinatario della rubrica.

Il carica batteria facilita il ritrovamento all’interno della casa, ma soprattutto il volume è più alto e i toni, forti e chiari, sono compatibili con gli apparecchi acustici. Allo studio portali di teleassistenza raggiungibili con la funzionalità Connect & Care. E allora per i senior, controllabili a distanza anche nei loro movimenti, rimarranno ben pochi segreti…

Come funziona la tele-assistenza Grazie a una serie di sensori posizionati in casa, a un sistema di monitoraggio in tempo reale e ad alcuni algoritmi, i portali di teleassistenza sono in grado di capire se esiste un potenziale problema per l’anziano che è solo in casa in quel momento. Ad esempio se non viene rilevato alcun movimento dopo che è andato in bagno, si può ipotizzare che sia scivolato, così come è anomalo il fatto che il frigorifero non sia stato aperto almeno una volta in una intera giornata. Quando si verificano queste situazioni, la teleassistenza invia un immediato allarme sui dispositivi di parenti, amici o caregiver (fornitori di assistenza) in modo che possano constatare la reale situazione.

Le potenzialità di utilizzo di questo genere di assistenza sono evidenti: gli anziani over 75 che vivono da soli nel nostro paese sono oltre 2,6 milioni e se si considera la fascia d’età 65-75 a cui il servizio può interessare in un’ottica di prevenzione, il target aumenta di un altro milione e 200 mila.

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