Magico Salento

Mare splendido e coste ricche di fascino. E nell'interno cità ricchè di storia e arte. Da Lecce a Otranto scopriamo una delle parti più belle della Puglia

Centocinquanta chilometri di spiagge, calette e scogliere, bagnate dall’Adriatico e dallo Ionio, fanno del Salento una delle mete più attrattive per una vacanza estive tutta mare e sole. Paesaggi da favola dove la natura, ancora in parte selvaggia, si addolcisce di colpo per lasciare spazio a piccoli e grandi gioielli del barocco, città d’arte o semplici masserie. Luoghi magici, dove le tracce del passato hanno le sembianze delle numerose grotte anticamente abitate dai nostri antenati.
Tra queste la neolitica grotta dei Cervi, a Porto Badisco, uno dei più imponenti monumenti d’arte pittorica rupestre d’Europa, con oltre 3.000 disegni in ocra e guano di pipistrello; la Grotta Romanelli, a ridosso di Castro, con i primi graffiti pugliesi dal forte simbolismo sessuale, e la Grotta Zinzulusa, ricca di stalattiti e di stalagmiti, accessibile dal mare e da un ardito sentiero. Nell’entroterra si incontrano, invece, menhir, dolmen e specchie, che rappresentano uno dei momenti più spettacolari, ma anche più misteriosi, della storia antica di questo angolo di Puglia.
Per godersi il mare c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ai piedi della città vecchia di Castro ci si tuffa nelle acque di una delle insenature più affascinanti della regione. Il tratto di costa che va da Punta Ristola fino alla Baia di Uluzzo regala acque dai giochi di colori e riflessi irripetibili.
Tra Lecce e Otranto si incontrano piccoli angoli incantati, come la lunga spiaggia sabbiosa della Baia dei Turchi, nei pressi dell’oasi naturalistica dei laghi d’Alimini; l’ampia baia di Torre dell’Orso, particolarmente frequentata nei mesi estivi, o le tranquille insenature nei pressi dell’area archeologica di Roca Vecchia. Vicino a Gallipoli, la città "bella", quasi un’isola nel mare, con le cupole abbaglianti delle chiese, il borgo medievale, i vicoli tortuosi, i bastioni, il castello, la fontana greca e i palazzi baronali, ci si tuffa nelle limpide acque della baia di Porto Selvaggio, all’interno di una vasta area dichiarata parco regionale per la sua bellezza.
C’è poi la Grecia Salentina, una sacca geografica e linguistica, dove sopravvivono tracce della civiltà greco-bizantina. Tra queste la "pietra della fertilità" nella chiesa di San Vito di Calimera, che richiama analoghi riti propiziatori ellenici. E come scordare i tanti castelli che, insieme a decine e decine di torri costiere e alle masserie fortificate, fanno del Salento una poderosa fortezza. Accanto ai manieri costruiti e distrutti da Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Veneziani e Saraceni il viaggiatore attento incontra, a pochi chilometri di distanza da Lecce, la splendida città fortificata di Acaia, unico borgo rinascimentale del sud d’Italia. A completare l’affascinante panorama non potevano mancare quelle suggestive testimonianze della civiltà contadina note col nome di paiare: trulli troncoconici sparsi nelle campagne, per secoli rifugio di pastori e lavoratori agricoli.   
 



Giuseppe Ortolano

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