RUBRICA - Cibo e Cultura

Da dove vengono le uova di Pasqua?

Nel periodo pasquale, le uova assumono una centralità assoluta nelle pratiche e nei rituali alimentari. La benedizione delle uova sode è tradizione viva in molte comunità. Le preparazioni a base di uova sono protagoniste. Frittate, torte salate, dolci a forma di uovo si sono moltiplicate ovunque.

Perché? Molto semplicemente: Pasqua è la festa della Rinascita. L’idea può inserirsi in un contesto religioso, come quello della tradizione biblica: la Pasqua ebraica ricorda la liberazione del popolo eletto (la sua “rinascita”) fuggito alla schiavitù in Egitto; quella cristiana celebra la resurrezione di Cristo e il rinnovamento dell’uomo. Ma dietro queste tradizioni c’è un modello più arcaico di religiosità, legato ai cicli della natura. Ciò che si celebra è la natura che rinasce a primavera, dopo il riposo (la “morte”) invernale. Il ritorno dei fiori e dei frutti è garanzia di una fertilità che si rinnova, di un tempo ciclico che sempre ritorna sui suoi passi e rassicura gli uomini, con la speranza – la certezza – che il cibo ritornerà, la sopravvivenza sarà assicurata.

In tutte le culture, in ogni epoca della storia, le feste sono servite a contrassegnare i punti critici e decisivi di questa ciclicità. E si sono celebrate (e tuttora si celebrano, anche se l’era industriale ha soffocato e stravolto il senso delle tradizioni agricole) innanzitutto a tavola, nella condivisione di cibi speciali, dal forte significato simbolico. Nel caso della Pasqua il cristianesimo ha ripreso temi cari alla tradizione ebraica, come il sacrificio dell’agnello, ricordo di pastori erranti nel deserto con le loro pecore – in modi e tempi diversi, anche la Pasqua islamica (più propriamente, “festa del sacrificio”) riprende temi di questa natura.

Ma è l’antica cultura “naturalistica” a prediligere le uova come segno alimentare per eccellenza della festività pasquale. Perché l’uovo, nella sua straordinaria semplicità e perfezione, è il vero emblema della vita che si riproduce. Anche l’uovo di cioccolato, che sempre più spesso sostituisce quello di gallina come dono di Pasqua, riprende l’antica simbologia, pur modificandone ingredienti e sapore – ma non la forma, garante di continuità. E guardiamolo dentro: non c’è uovo senza “sorpresa”, ed è proprio la “sorpresa” (importante quanto il cioccolato) a simboleggiare l’embrione dell’uovo, la sua “fertilità”, l’idea della rinascita.

Non per nulla gli antichi romani facevano cominciare i pasti con un assaggio di uova. “Cominciare ab ovo” (che in latino vuol dire “dall’uovo”) è un modo di dire che ancora oggi capita di sentire. Significa, appunto, “cominciare dall’inizio”. Simbolicamente, il pasto inizia con ciò da cui tutto ha origine. Per propiziare l’abbondanza, la fertilità, la sicurezza del cibo.

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