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Per un’ecologia della mente anche su WhatsApp

Con la loro immediatezza di uso, WhatsApp, Messenger e compagni hanno convertito al digitale anche le generazioni degli “anta” diventando l’ambiente privilegiato dei messaggi fra amici e delle conversazioni di gruppo. Per molti versi più immediate e funzionali dei messaggi email “da uno a molti”, queste piattaforme hanno anche parzialmente svuotato i social network propriamente detti, soprattutto Facebook, di contenuti che oggi vengono inviati solo a gruppi ristretti di destinatari invece di essere pubblicati in bacheca.

Ma dall’uso è facile passare all’abuso: così molti gruppi privati nati inizialmente come strumenti per condividere informazioni di servizio si trasformano in chiassose agorà, in cui proliferano le discussioni, nascono e degenerano le chiacchiere sugli assenti e ciascuno pensa di avere il diritto/dovere di pubblicare messaggi che di utile hanno ben poco, dall’ennesima catena di Sant’Antonio alle tempeste di auguri durante le feste. Vi vengono per caso in mente certi gruppi delle mamme della scuola?

Cerchiamo allora di prenderne il buono — la facilità di comunicazione, la comodità di potersi scambiare idee, foto, messaggi vocali — senza farci sopraffare dalle notifiche né esaurire batteria, memoria e piano dati dello smartphone.

1. Controllate le notifiche Da quando ho tolto tutte le notifiche sonore e inibito quelle luminose mentre lo smartphone è in stand-by, la batteria resta carica molto più a lungo e anche la mia salute mentale ne ha guadagnato. Se non ve la sentite di silenziare completamente WhatsApp, potete farlo selettivamente con i gruppi più caciaroni e fastidiosi.

2. Controllate ciò che scaricate Disattivate il download automatico di foto, audio, video e documenti, riservandolo a quando siete collegati a una rete Wi-Fi o addirittura rendendolo “a richiesta”.

3. Controllate ciò che scrivete Non è strettamente necessario dire la nostra su tutto né aggiungere l’ennesimo ok/grazie/auguri a una fila di risposte tutte uguali.

4. Rispetto per la grammatica e… per gli altri   Non sempre una risposta deve essere pubblica: a volte è meglio spostare la conversazione in una chat a due, per chiarirsi meglio e non ammorbare gli altri di notifiche.
Uso corretto della grammatica, frasi di senso compiuto, niente abuso di faccine, no alle frasi in tutte maiuscole: le buone regole di scrittura valgono anche in chat. E no, il gruppo WhatsApp della palestra NON è il luogo in cui condividere l’appello per la causa che ci sta a cuore, qualunque essa sia.
• Se qualcuno esagera, fatelo notare, con gentilezza
• Non c’è niente di male, quando qualcuno pubblica cose fuori luogo, nel ricordare “questo gruppo è nato per condividere informazioni di servizio, non per fare polemica/diffondere appelli/trattare questioni private. La stragrande maggioranza degli altri ve ne sarà silenziosamente grata.
• Se un gruppo non fa (più) per voi, abbandonatelo. Magari con due righe di saluto in cui spiegate perché ve ne andate.

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