RUBRICA - Italiani brava gente

Su una grande panchina per sentirsi bambini

A volte dobbiamo prendere le misure: valutare o rivalutare qualcosa o qualcuno, capire meglio. Succede quando le cose cambiano e c’è bisogno di ricominciare con qualche differenza, come in questi tempi post pandemia. Quella che ci ha messo davanti misure di sicurezza mai viste prima: lockdown, mascherine e tutto il resto.  Altre volte troviamo qualcosa o qualcuno fuori misura: eccessivo, esagerato. Tipo certe cravatte con un nodo grande come un canotto che si mette un collega quando vuol fare l’elegantone. E allora pensiamo che ci vuole misura. Cioè controllo, criterio, discrezione. Tutte doti che il collega non ha. Ha, invece, un ego smisurato. E adesso parliamo di lavoro e città da riprogettare – sempre dopo questa pandemia – per farle più a misura d’uomo.

C’è un signore che sulle misure ha riflettuto molto, a modo suo, e può insegnarci qualcosa stando seduti su una panchina. Si chiama Chris Bangle, è nato 64 anni fa a Ravenna, Ohio, Usa, e abita a Clavesana, Cuneo, Piemonte. Da giovane voleva fare il pastore metodista, poi ha fatto il disegnatore di automobili. Prima alla Opel, poi alla Fiat. Ha contribuito a disegnare la Panda di seconda generazione, la Fiat Coupè e l’Alfa Romeo 145. Poi è passato alla Bmw, capo del designer. Ha fatto la Serie 5 e la Serie 7, da innovatore: cambiando a tal punto lo stile tradizionale della casa tedesca che giravano delle petizioni online per farlo licenziare.

E anche Times, la rivista, aveva inserito una sua  Bmw nell’elenco delle 50 peggiori auto di tutti i tempi, almeno vista da dietro. Nel 2009 se ne è andato lui. Ma durante l’era Bangle, Bmw ha superato Mercedes come leader mondiale nelle vendite di auto di fascia alta.

Poi, trasferitosi con la moglie Catherine a Clavesana, si è dedicato ad altro. Anche alle panchine fuori misura. La prima la costruisce 10 anni fa, in paese. «Tutto è iniziato come un progetto tra amici e vicini di casa». La panchina è rossa, alta due metri e larga quattro: una Panchina Gigante, Big Bench. Lui dice di non aver inventato nulla:  «L’idea delle panchine fuori scala non è inedita, ma lo è il contesto. Il cambio di prospettiva dato dalle dimensioni della panchina fa sentire chi vi siede come un bambino, capace di meravigliarsi della bellezza del paesaggio con uno sguardo nuovo». Una macchina da meraviglia che diviene un’attrazione: si arriva, ci si sale sopra, con un certo sforzo, si guarda la bellezza che c’è intorno. Le panchinone si sono moltiplicate. Adesso sono 113: la maggior parte in Piemonte, ma anche in Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia. Tra lago d’Iseo e Val Camonica ne hanno dieci. Ha cominciato il comune di Rogno, per caso: «Il mio comune è gemellato con Clavesana – dice il sindaco Dario Colossi -, e nel vedere la loro panchina gigante, abbiamo subito immaginato come quell’opera di design potesse valorizzare il territorio».

A chi vuole costruire una panchina Bangle dà gratuitamente disegni e indicazioni. Chiede solo che sia in un punto panoramico e su un terreno accessibile a tutti. Per un’esperienza collettiva: «Sedersi su una panchina insieme ad altri trasmette un’energia positiva da non sprecare». Proviamo a  portare su una Big Bench il collega con la big cravatta?

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