RUBRICA - Italiani brava gente

Pulire senza detersivo, il sogno realizzato di una cooperativa

“Si è sempre fatto così”: lo diciamo e ce lo sentiamo dire per molte questioni. Spesso quando c’è all’orizzonte la possibilità di un cambiamento profondo. Chi ne ha paura, o di cambiare non ha voglia, tira fuori quella frase. Che continua con “Quindi continuiamo a fare così”.

Non parliamo di riforme istituzionali. Qui la questione è molto più importante perché si tratta di detersivi. Per pulire ci vogliono i detersivi: si è sempre fatto così. È un convincimento radicato, pesca nell’infanzia: “Prima di mangiare lavati le mani, dice la mamma, lavale bene, con il sapone”. Se prima di mangiare bisogna lavarsi le mani con il sapone, e continuiamo a farlo, figurarsi per pulire un ospedale. Poi arriva chi dice che del detersivo – si dice detergente chimico – si può fare a meno. E conviene. Sono quelli di Formula Servizi, una cooperativa con sede a Forlì che fa servizi di pulizia, sanificazione e manutenzione in ambienti civili, industriali e soprattutto sanitari. Ma anche edilizia e facility management, archiviazione cartacea e digitale, servizi culturali e servizi alle persone. Sono in 1800, da sempre molto attenti all’ambiente e all’innovazione. Lavorano in una sede a Riccione riconvertita da vecchio stabile anni cinquanta in una struttura direzionale di oltre 400 mq interamente in classe energetica A, con un impianto fotovoltaico sul tetto che produce i due terzi dell’elettricità necessaria. La gestione climatica, il ricambio dell’aria e l’intensità della luce sono regolate da un sistema di domotica computerizzata che garantisce il minimo consumo e il massimo benessere. 

Tutto controllato in remoto tramite telefono cellulare. Lo tiene in mano il direttore generale, Graziano Rinaldini, che ha la pulizia degli ospedali e l’innovazione nel cuore. Ha voluto sperimentare una metodologia che impiega Orbio. È una macchina grande come un distributore automatico di merendine e anche meno. Prende l’acqua dal rubinetto, la filtra, la addolcisce, poi la mischia con sale e in una cella elettrolitica ci applica una corrente che crea un liquido – per fare bella figura si dice una soluzione – alcalina e una acida, separate. Quella acida diventa un ottimo anticalcare; quella alcalina – che interessa a noi – pulisce senza tensioattivi, i detersivi. Attacca lo sporco e lo fa fuori. La si usa con un panno a microfibre o nelle macchine che lavano i pavimenti. In ospedale fa secchi i batteri che è una meraviglia. Così Formula Servizi, che ha ottenuto la certificazione di processo dell’Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere, ha vinto l’appalto nell’ospedale di Cesena.

Così sono molto contente le signore che fanno le pulizie, perché si elimina il contatto con i prodotti chimici ed i rischi di allergie che a volte vengono fuori. Sono contenti quelli che passano in corridoio, perché si riducono i rischi di scivolamento e di caduta dovuti ai detersivi. 

È contento l’ambiente perché si riducono i detersivi, i residui che finiscono negli scarichi e i contenitori in plastica. Forse sono meno contente le grandi multinazionali della chimica: se il metodo funziona negli ospedali funzionerà anche in casa dove l’esigenza di disinfettare è di molto inferiore. Così noi siamo un po’ preoccupati per Rinaldini: le Lobby del Sapone meditano vendetta.

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