RUBRICA - Italiani brava gente

M’illumino di meno per pensare con i piedi…

Dal 2005, ogni anno, una trasmissione di Radio 2, Caterpillar, chiede ai suoi ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono proprio indispensabili alle 18 di un pomeriggio di febbraio. Quest’anno sarà venerdì 23. Festeggiamo il compleanno del Protocollo di Kyoto, il tentativo dell’umanità di salvare il pianeta Terra dalla distruzione indotta dai cambiamenti climatici.

Un’iniziativa simbolica e concreta – spegnere le luci e testimoniare il proprio interesse al futuro dell’umanità – che è diventata subito molto partecipata: si spengono sempre tante piazze, i monumenti – la Torre di Pisa, il Colosseo, l’Arena di Verona –, i palazzi simbolo dell’Italia, Quirinale, Senato e Camera, tanti municipi e tante case dei semplici cittadini. L’abbiamo chiamata M’illumino di Meno, in omaggio a M’illumino d’immenso, la poesia più breve e più bella di Giuseppe Ungaretti. Per M’illumino di Meno si sono spente le luci della Torre Eiffel, del Foreign Office e quelle della Ruota del Prater a Vienna. È stato molto poetico. Per M’illumino di Meno in decine di musei si organizzano visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica approfittando della riduzione dell’inquinamento luminoso.

Dall’inizio di M’illumino di Meno, in 13 anni, il mondo è cambiato. L’efficienza energetica è diventata un tema economico rilevante e le lampadine ad incandescenza che Caterpillar invitava a cambiare con quelle a risparmio energetico, adesso, semplicemente, non esistono più. Tanti italiani hanno sul tetto di casa i pannelli fotovoltaici e tutti i governi del mondo hanno fatto altri accordi, a Parigi nel 2015, per ridurre i danni dei cambiamenti climatici. Tutti meno uno, il più potente di tutti. Ma questo è un altro discorso.

M’illumino di Meno è diventata anche la festa degli stili di vita sostenibili, quelli che fanno stare bene senza consumare il pianeta. C’è mancato poco che diventasse legge dello Stato: due proposte, alla Camera e al Senato, hanno chiesto l’istituzione della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili. Speriamo che il nuovo Parlamento ci riprovi.

Quest’anno M’illumino di Meno è dedicato alla bellezza del camminare. Perché sotto i nostri piedi c’è la Terra e per salvarla bisogna cambiare passo. Allora l’invito per il 23 febbraio è a spegnere le luci e andare a piedi: una marcia, una processione, una ciaspolata sulla neve, una staffetta, una maratona o una mezza maratona, un ballo in piazza o un pezzo di strada dietro alla banda musicale del paese. Per le scuole il Pedibus – andare tutti insieme a piedi – per chi va in auto fare un pezzo a piedi. Si può fare, a piedi. Per un giorno, il 23 febbraio, M’illumino di Meno, pensiamo con i piedi. E pensiamo a Giuseppe Ungaretti: quando scrisse  M’illumino d’immenso, il 26 gennaio di cento anni fa a Santa Maria La Longa, era inchiodato in una trincea dall’oscurità della guerra. Così ci alziamo in piedi, in segno di rispetto per lui e facciamo un giretto spegniluci.

1 Commento

  1. Non credo affatto che la vs trasmissione sia l’origine della promozione dell’efficienza e soluzione ai problemi degli sprechi e dell’inquinamento luminoso in Italia e nel mondo…..

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