RUBRICA - Italiani brava gente

M’illumino di meno, dedicato alla mobilità sostenibile

Succede anche quest’anno, a febbraio. C’è M’illumino di meno, la Festa del risparmio energetico. A Sanremo si canta e si fa festa, per M’illumino di meno si spengono le luci e si fa festa anche lì. E non solo. Perché M’illumino di meno è una grande campagna di sensibilizzazione sui temi dell’energia, del suo uso più intelligente, degli stili di vita che ci stanno intorno, dei risparmi che si possono fare. L’ha ideata un programma del servizio pubblico, Caterpillar su Radio 2, in onda dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19.00. Adesso i programmi sono diventati due, c’è anche Caterpillar AM, dalle 6 alle 7,30.

M’illumino di meno si festeggia da 12 anni, sempre in febbraio, per via che il 16 febbraio è il compleanno del Protocollo di Kyoto, quel primo tentativo che gli uomini del mondo provarono a fare per mettere un freno al riscaldamento climatico, quello che potrebbe distruggere il pianeta Terra. Il protocollo è nato nel 1997, era l’11 dicembre e quindi il compleanno a febbraio che c’entra? C’entra perché quando è finalmente entrato in vigore, nel 2005, era il 16 febbraio. E già questi sette anni prima di poter festeggiare un compleanno la dicono lunga sulle difficoltà. La conferenza sui cambiamenti climatici di Kyoto era la Cop 3. L’ultima, a Parigi, nel dicembre scorso, era la Cop 21. Anche questo dice dei tempi lunghi, della necessità di accelerare e di essere in tanti.

Per M’illumino di meno le persone spengono le luci, alle 18. Quelle di casa o dell’ufficio, della piazza o della cattedrale. Se ne sono spente tantissime: dal Colosseo alla Torre Eiffel, dalla Torre di Pisa a Trafalgar Square, dalla Ruota del Prater, a Vienna,  al Parlamento europeo di Strasburgo.

Poi ognuno organizza, come ha voglia, eventi e manifestazioni a tema: concerti in cui il pubblico pedala per produrre energia, visite al museo con la sola luce naturale, biciclettate, cene a lume di candela, feste in piazza con la cucina degli alpini e notti a guardare le stelle che con meno luci si vedono meglio. E poi dibattiti, performances, inaugurazioni di pannelli fotovoltaici sul tetto di casa e, è successo veramente, persone che producono energia camminando in una gigantesca ruota da criceti. Da sempre, in prima linea, le scuole di ogni ordine e grado.

Quest’anno M’illumino di meno si concentra un po’ di più sull’energia che usiamo per i trasporti. È un pezzo importante dei consumi, dicono gli esperti dell’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) che nel 2013 il 30% dell’energia in Italia è stata consumata per muoversi, noi umani e le merci. Il consumo dell’industria, per fare un paragone, non arriva al 23%. Quindi un M’illumino di meno fatto di automobili che consumano e inquinano meno – davvero e non truccando i dati – come quelle a metano o le ibride; di incentivi ad usare i mezzi pubblici e a come renderli efficienti; di ragazzi che vanno a scuola, insieme, con il pedibus;  di tutti i mezzi a basso impatto energetico. E, quindi di tante biciclette, vero simbolo concreto di mobilità rispettosa dell’ambiente. E anche piacevole. M’illumino di meno è il 19 febbraio, un venerdì. Segnatevelo.

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