RUBRICA - Le parole per dirlo

L’identità dell’Europa, oltre il mito

La figlia Europa ebbe si grato aspetto, Ch’accese al suo amor l’alto motore. (Ovidio – Metamorfosi)

Prendete una banconota da 50, 20, 10 o 5 euro e guardate i simboli a destra. Di solito non ci facciamo granché caso, perché passata la novità i soldi diventano una cosa che si usa (quando ce n’è) e come tutti gli oggetti d’uso quotidiano perdono presto fascino e si danno per scontati. Tra gli ologrammi argentati che troviamo sulle nostre banconote, secondo dall’alto, troviamo raffigurato un volto di donna. Lei è Europa. Europa, figlia di Agenore, Re di Tiro (Libano) è una bellissima ragazza che gioca con le amiche in riva al mare. Zeus, che si è innamorato della giovane Europa, ha deciso di rapirla e si è trasformato in uno splendido toro bianco; per non spaventarla si è sdraiato ai suoi piedi e ora si lascia accarezzare, così, la ragazza gli monta in groppa e lui la porta via con sé.

Mentre viene trascinata sulle onde, Europa grida un messaggio ai venti e alle acque: «Dite a mio padre che Europa ha lasciato la sua terra in groppa a un toro, mio rapitore, mio marinaio, mio – suppongo – futuro compagno di letto.» Avranno tre figli, tra cui Minosse, re di Creta, la culla della civiltà europea. Il nome Europa, da quel momento, indicò le terre poste a nord del Mar Mediterraneo: spostamenti, migrazioni da Medio Oriente e Africa verso la Grecia; da Oriente a Occidente dunque, così nacquero i “territori occidentali”. L’Europa, ovvero il Vecchio Continente nasce come concetto tra la fine dell’VII secolo e l’inizio del IX. L’Unione Europea è invece roba recente: nascita Ue Maastricht 1993. È evidente che nei “territori occidentali” oggi è in atto una crisi. Le avvisaglie si erano già avute con la Brexit e la scissione dell’Inghilterra, ma i venti separatisti soffiano un po’ ovunque. Quando nell’agosto del 1941, messi al confino dal regime fascista sull’isola di Ventotene, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi (con Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann) redigevano il testo del “Manifesto di Ventotene Per un Europa Libera e Unita” avevano ben chiaro in mente la sfida che gli stati europei avevano di fronte. È un testo attualissimo. La sensazione di distanza dalle istituzioni europee che le persone sentono è sempre più forte, l’Europa da molti viene vista come un organismo esclusivamente economico nato per difendere gli interessi di un’èlite e non quelli dei cittadini e dei singoli Stati. Non essere riusciti a trovare motivi di coesione che potessero farci innamorare davvero dell’Europa – di Europa, la bella – è una responsabilità politica di tanti. Ma in questo momento storico val forse la pena rifletterci bene.

Che il nuovo volto d’Europa, come provocatoriamente ha strillato in copertina la prestigiosa rivista americana Time, sia quello del nostro attuale Ministro dell’Interno (definito nell’intervista “un uomo in missione per disfare l’Europa”) può piacere o meno, personalmente, continuo a preferire quello della bella ragazza fenicia del mito. Un’identità culturale europea, seppure nelle differenze, esiste oppure no? Riscoprirla, ma come? 

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