RUBRICA - Italiani brava gente

L’Avis dei migranti

Il sangue è importante. Come simbolo perchè indica appartenenza, parentela, discendenza, stirpe: “Sangue del proprio sangue”. Indicherebbe anche una razza, il sangue, se gli esseri umani fossero divisi in razze invece di essere una sola. Si può avere molto sangue freddo, senza mai perdere il controllo o essere di sangue caldo, diventando facile preda delle passioni. Alcuni sono di sangue blu e tra altri non corre buon sangue.
Sangue vuol dire forza, energia, vigore, salute. E per la salute il sangue è molto importante. Per le trasfusioni che salvano le vite. A volte il sangue manca. Molti, in giro per l’Italia, fanno la loro parte facendo i donatori. A metà aprile un gruppo particolare si è recato di buon ora all’ospedale di Careggi, siamo a Firenze, per la consueta donazione. Però dopo il prelievo hanno preso la strada verso Borgo Allegri, in pieno centro città. Lì, ancora con il cerotto al braccio, sono entrati tutti insieme nella moschea. Per fondare il primo Gruppo di Donatori della Comunità Islamica di Firenze e Toscana. Trenta aderenti, uomini e donne, a costituire il primo nucleo di soci fondatori ed un altro centinaio  pronto a farlo. Un gruppo particolare, ma non tanto, che a Firenze si aggiunge al gruppo di donatori della Comunità evangelica, ai gruppi scolastici ed ai molti aziendali. Aderisce all’Avis, la più importante associazione a livello nazionale con 1.200.000 donatori, adottandone in toto lo statuto e quindi aperta all’adesione di tutti.
Dietro c’è un pezzo di storia e di integrazione culturale. Comincia l’11 settembre 2001, il giorno dell’attacco alle Torri Gemelle, quando l’imam di Firenze Elzir Ezzedin invita esplicitamente la sua comunità a donare sangue. L’imam è colui che guida la preghiera ed il suo è un segnale simbolico e concreto di solidarietà e fratellanza. Molti islamici fiorentini e toscani lo seguono e poi continuano a donare sangue negli anni, con la regolare scadenza di una donazione ogni tre mesi. “Anche se i colori della pelle e le fedi religiose sono diverse, il sangue è lo stesso in tutte le persone – dice l’imam – partendo da questa considerazione umanamente emblematica abbiamo deciso di strutturare con più organicità le varie donazioni individuali che i musulmani di Firenze effettuavano finora. Con questa esperienza vogliamo concorrere all’integrazione e alla convivenza della comunità islamica attraverso l’adozione di principi etici e morali. La donazione di sangue viene considerata per i musulmani come un obbligo religioso, oltrechè, morale e civile. La religione, infatti, invita alla salvaguardia della società e della vita umana. Ci auguriamo che quanto viene fatto a Firenze venga seguito in tutta Italia”. Un augurio concreto, perchè l’iman Elzir Ezzedin è anche il nuovo presidente dell’Ucoii, l’Unione nazionale delle comunità islamiche in Italia.
Quelli di Avis Toscana ci tengono a giocare la partita delle donazioni anche con le comunità migranti e le diverse confessioni religiose. Il Presidente Luciano Franchi racconta di campagne di sensibilizzazione specifiche con il supporto di antropologi culturali per capire i significati profondi del sangue e del dono. Un lavoro ben fatto perchè i dati del 2009 indicano un aumento del 38% negli ultimi tre anni di donatori migranti. In Toscana quelli iscritti all’Avis sono adesso 1.200. E già che ci siamo: per donare sangue basta avere tra i 18 i 60 anni, pesare più di 50 kg ed essere in buona salute. Vale per tutte le religioni e anche per gli atei.

Massimo Cirri e Filippo Solibello

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