RUBRICA - Italiani brava gente

Noi l’auto (ibrida) la compriamo insieme

Che differenza c’è tra una pasta di Gragnano e un’auto ibrida? Nessuna, se lo guardi dal punto di vista di come acquistarle. Il punto di vista è quello dei Gas, i gruppi di acquisto solidale.
Esistono da vent’anni: sono cittadini che  si organizzano per acquistare prodotti alimentari o di uso comune. Il Gruppo assaggia, decide, poi ognuno ordina quello che gli serve, si compra insieme all’ingrosso e si distribuisce. Prodotti e produttori sono scelti tenendo conto anche di rispetto per le persone e per l’ambiente. Tra Milano e Varese ci sono Gianalfredo Furini e Luca Dal Sillaro. Uno fa l’impiegato, è appassionato di automobili e di tecnologia, collauda tutto ciò che aiuta l’ambiente e fa risparmiare; l’altro è un sociologo che si occupa di formazione. Sono in un Gas e nel 2012, quando devono cambiare auto, sono affascinati da una macchina ibrida, quelle con un motore tradizionale affiancato ad uno elettrico. Consumano meno, inquinano meno. La compriamo insieme, si dicono, stesso modello. Poi l’idea rivoluzionaria: “Perché non la prendiamo come fosse pasta di Gragnano? Cerchiamo altre persone interessate e chiediamo lo sconto”. E’ logica del Gas travasata sull’auto. Funziona: la comprano in 16, con sconto del 20%. Allora decidono di rifarlo e nasce il Gai, Gruppo Acquisto Ibrido (www.gruppoacquistoibrido.it).

Da allora hanno acquistato 841 auto. Ci si registra senza impegno nel gruppo del modello scelto – ormai ne parte uno ogni due mesi – si aspetta l’esito della trattativa e se si decide di comperare si versa una quota di dieci euro. Lo sconto sul prezzo di listino è  sempre intorno al 30%. Perché Furini e Dal Sillaro entrano da un concessionario e dicono al venditore che sono interessati ad una determinato modello. Lui fa la faccia da venditore di auto quando arriva il cliente – un misto di compostezza appena trattenuta da una feroce bramosia di commissioni – e dice “Bellissima scelta”. Lo dice per qualsiasi scelta e poi chiede: “A che colore pensavate ”. Furini e Dal Sillaro tirano fuori un foglietto e rispondono: 14 dark blu met, 3 Red Met, 11 Deep Titanium Met, 12 White Pearl, 6 Platinum Met, 1 Grey Met e 1 Super White. Qui ci sarebbe da fare una riflessione su chi sceglie i nomi dei colori per le auto. Ma non c’è tempo. Il venditore ha fatto i conti: questi vogliono comprate 37 macchine in un colpo solo. Poi sviene.

Furini e Dal Sillaro lo rianimano facendogli annusare un aceto balsamico di Modena comprato con il Gas e cominciano a trattare sullo sconto. Che adesso potrebbero salire, perché il numero di produttori che hanno auto ibride nel loro catalogo si sta allargando.
Intanto il Gai fa corsi di guida ibrida dove si impara a consumare ancora meno, sotto il 30 km con un litro. E poi  niente marchi di lusso e niente SUV: “Sono  auto  molto grandi, vanno contro la nostra filosofia. E il 4×4 solo se si abita in montagna”.

A Furini e Dal Sillaro il Gai ha cambiato la vita perché è diventato un lavoro. Così si fanno riconoscere dai concessionari che si aggiudicano le forniture una percentuale che va da 0 al 2%. Il venditore è contento lo stesso. Piange e ride, ibrido anche lui.

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