RUBRICA - Italiani brava gente

Il mobile fatto d’olio

Interno giorno. Ora di pranzo, potrebbe essere un sabato o una domenica, i due sono a tavola: “Caro scusa, mi passeresti l’olio?”. Lui la guarda senza battere ciglio: “Certamente cara, un attimo solo”. Si alza, raggiunge un’originalissima libreria appoggiata alla parete e inizia a sradicarla dal muro. “Ma caro che fai, io ti avevo chiesto l’olio…”. Lui, impassibile, prosegue nella sua opera: “Infatti, ti sto prendendo Ulivia, il mobile d’olio!”. Non è fantascienza, non è una nuova serie televisiva americana, alla “No Ordinary Family”, è pura realtà. Perché il mobile fatto d’olio esiste davvero, si chiama Ulivia ed è stato pensato da Giorgio Di Tullio. È un espositore per la degustazione e la valorizzazione dell’olio d’oliva di alta qualità prodotto in Italia. Un oggetto con questo scopo, destinato a sostenere e ospitare sulle sue mensole un prodotto tanto prezioso e delicato come l’olio d’oliva, emblema della qualità mediterranea, non poteva essere una banale scaffalatura in legno, acciaio o plastica. Infatti Ulivia è realizzato in Ecomat, il materiale che si ottiene dalla macinazione della sansa delle olive dopo la spremitura, provenienti dai frantoi della Calabria.
Vi avevamo già parlato di Ecomat e del suo vulcanico inventore Domenico Cristofaro, una bellissima storia di sud, di legalità e di innovazione. Ora questo materiale, che già aveva dimostrato le sue doti per le pavimentazioni da interno e da esterno, tenta il salto di qualità e si lancia nell’arredamento.
Lo può fare perché il materiale scelto è estremamente versatile e resistente: l’Ecomat è un materiale ottenuto dalla miscelazione della sansa esausta, il residuo di lavorazione dell’olio di oliva, con polipropilene e/o polietilene. Vuol dire dal riciclo di imballi e contenitori alimentari, come vaschette per yogurt e gelato, vassoi, contenitori per cibi, o da scarti di produzioni industriali. È la dimostrazione che la vita delle cose, degli oggetti, delle materie prime è virtualmente infinita. Ulivia rende concreta la teoria secondo cui non esistono rifiuti o scarti ma semplicemente materie da ri-utilizzare con passione e intelligenza. Il prodotto che ne risulta, del tutto simile ai pannelli di legno, ha però una durata media tripla e poi è completamente riciclabile. Perché viene da materiali riciclati.
Il Di Tullio poi, insieme alla designer Roberta Gianni, pensando ai frantoi di Puglia e Calabria, ha voluto richiamare nelle forme di Ulivia i soffitti a volta dei frantoi e dei luoghi dove l’olio d’oliva viene conservato. Luoghi di lavoro, di storia e bellezza. Il risultato finale è un sistema personalizzato e su misura che cambia di volta in volta, dalle forme curve e sinuose, che, lo confessiamo, non ci dispiacerebbe vedere nel salotto di casa come elegantissima (e riciclabile) libreria del nuovo millennio.
Se lo volete vedere dal vivo Ulivia sta in mostra all’Ara Pacis a Roma, fino al 15 giugno. Poi si ferma nell’esposizione permanente della Collezione Farnesina Design, in mezzo al meglio del Made in Italy, orgoglio tricolore e, in più, riciclabile!

Massimo Cirri e Filippo Solibello

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