RUBRICA - Le parole per dirlo

Elogio del fantastico

“La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.” Albert Einstein

“…Si vorrebbe fare l’impossibile per aiutare le creature a fiorire.” Anna Maria Ortese, Il signor Lin

Quest’estate mi è stato chiesto di scegliere un racconto da leggere a una platea di ragazze e ragazzi durante un festival letterario, Mare di Libri, a Rimini. Ho dato un’occhiata alla lista compilata da autrici e autori interpellati prima di me: c’erano moltissimi racconti fantastici ma pochissimi autori italiani e quasi nessuna donna. Allora ho pensato di dover scegliere un’autrice italiana che il genere fantastico lo avesse praticato. Non è stato difficile individuare in Anna Maria Ortese (nella foto) il nome giusto. Una scrittrice unica: riconosciuta nella sua grandezza molto tardi e forse più amata e letta dopo la morte, come spesso accade agli autori che precorrono i tempi.

Ho scelto un racconto che si intitola “Il signor Lin”: un racconto “fantastico” che con delicatezza tratteggia la figura di un bizzarro, bellissimo, angelo custode che vive nella casa di una nonna e ama curare uccellini feriti e piante bisognose di attenzione. La stessa cura, silenziosa e gentile, che usa verso le persone a lui affidate finché ne hanno bisogno. Di angeli custodi ne avremmo bisogno tutti, anche noi adulti, ma le ragazze e i ragazzi di più. Il mondo oggi è molto concentrato sulle cose che si vedono, quelle che si possono mostrare e di conseguenza mettere in mostra, molto meno su quelle che si percepiscono e che non sono facili da dire e da spiegare. Eppure, la nostra vita interiore e i nostri legami con gli altri sono fatti proprio di questa materia evanescente e indicibile: emozioni, sensazioni, percezioni. Via via che crescevo ho molto patito la richiesta di ‘realismo’ del mondo adulto e ho sempre cercato, nella letteratura e nella mia immaginazione, dei pertugi per sgusciare in mondi alternativi

Non parlo di “fuga dalla realtà”, ma della capacità di esercitare una modalità di interpretazione della realtà stessa che sia creativa, interessante, capace di offrire spunti inediti. Il Fantasy in tutte le sue forme piace tantissimo ai giovani lettori: mondi “altri”, creature mitologiche, posti molto diversi dal mondo in cui posiamo i piedi ogni mattina quando ci alziamo da letto. Il “fantastico” è un genere diverso, perché gli spiragli, le improvvise alterazioni possono comparire anche qui, ora. Questo succede, per esempio, nel racconto di Ortese, dove una bambina in preda alla febbre viene accudita dalla nonna e da questo misterioso Signor Lin che sa far sparire, con la sua sola presenza, incubi e ragni mostruosi. Cosa che accade anche nei bellissimi racconti del recente libro di Loredana Lipperini “Magia Nera”. Storie di vite normali, di persone normali in situazioni normali che improvvisamente si rivelano straordinarie. Scrive Lipperini: “Ho sempre pensato che il fantastico, o quanto meno il fantastico che mi piace, debba essere straordinariamente verosimile. …quello che prediligo è il fantastico che ti cammina accanto, come il compagno invisibile di Eliot. Quello che smargina, come nei racconti di Dino Buzzati. Quello che ti sorprende perché ti somiglia…” Ecco, l’estate mi è sempre sembrato l’interregno giusto per camminare lungo sentieri inusuali. Il tempo ideale per “smarginare” tra boschi, mare, animali, vegetazione, natura. Il periodo ideale per dedicarsi a letture che ci facciano ruzzolare dal marciapiedi del realismo e ci costringano a guardare il mondo da sotto, da sopra, attraverso, per poi ritornare, a settembre, nel solito mondo, ma avendo fatto il giro di tutto l’alfabeto e visitato i paesi più strani.

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