Ecco perché tendiamo a ingrassare

Per anni i ricercatori hanno cercato quale fosse il gene o i geni responsabili dell’obesità, trovandone decine di potenzialmente correlati all’aumento di peso. Osservando come l’obesità stia aumentando nel mondo viene spontanea un’osservazione: il patrimonio genetico dell’essere umano ci porta a mangiare più di quanto sia necessario. Nonostante campagne di educazione alimentare, nonostante investimenti personali in diete più o meno supportate da evidenza scientifica, il peso delle persone che hanno la fortuna di abitare in zone ricche è in costante crescita: in Italia la percentuale delle persone in sovrappeso o obesa è del 40% secondo il Centro Nazionale di Epidemiologia, negli Usa lo è il 70% delle persone secondo il National Center for Health Statistics.

Negli Usa l’epidemia di obesità è iniziata prima che da noi, tuttavia le percentuali in gioco sovvertono il concetto stesso di normo-peso, che solitamente si intende essere un peso normale per almeno il 50% della popolazione, lì la normalità è l’eccesso di peso. Il problema è indiscutibilmente multi fattoriale: abitudini alimentari, stress, sedentarietà, fattori emotivi, carenza di sonno, reti di amicizie e molte altre variabili si sono mostrate in grado di condizionare il comportamento alimentare. Tuttavia, se non fossimo geneticamente predisposti all’accumulo di peso, non si vedrebbero dati di prevalenza del fenomeno di questo tipo. Solo se riprendessimo lo stile di vita attivo che abbiamo seguito per migliaia di anni riusciremmo a mantenere spontaneamente un peso normale, il che significa camminare per ore al giorno, cacciare o coltivare facendo una fatica fisica tale che per millenni gli uomini non riuscivano a sfamarsi.

Ma questo non è realistico, dobbiamo prendere consapevolezza del fatto che ci siamo geneticamente evoluti in un ambiente che è radicalmente mutato, non esiste dunque il gene dell’obesità ma, sostanzialmente, tutti i geni che regolano il bilancio energetico erano utili quando bruciavamo il doppio o più delle calorie che bruciamo oggi. Esistono poi comportamenti sociali che condizionano una ciclicità nell’aumento di peso misurato nelle varie stagioni dell’anno, e il periodo delle vacanze estive è uno dei più delicati durante l’anno, come rilevato in uno studio pubblicato su New England Journal of Medicine. Nel caso del periodo estivo è soprattutto la disinibizione del controllo che si verifica nei momenti di convivialità, che aumentano soprattutto la sera in questo periodo, a condizionare il comportamento alimentare. Queste osservazioni ricordano che non dobbiamo sentirci sbagliati o sfortunati se tendiamo ad aumentare di peso: è nella nostra natura. Questo non significa rassegnarsi, al contrario dovremmo sempre prestare un poco di attenzione a ciò che mangiamo, poiché mantenere spontaneamente un peso normale è difficile, mentre se ci distraiamo è normale tendere ad aumentare. Solitamente si aumenta poco per volta, ma anche solo un kg all’anno corrisponde a 20 kg che trasformano un ventenne normopeso in un quarantenne obeso.

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