RUBRICA - Terra, uomini e clima

Diventare “prosumer” di energia solare

Nell’autunno del 1973 avevo 7 anni e vissi con preoccupazione ma pure con intraprendenza l’austerità indotta dall’aumento del prezzo del petrolio generato dalla guerra tra Egitto e Israele. Fu così che, dopo aver aiutato la famiglia a collocare isolanti termici dietro ai termosifoni e sul solaio, iniziai a leggere i primi libri sull’energia solare e, con l’aiuto di mio padre, realizzai un pannello artigianale per la produzione di acqua calda, che usavo per fare la doccia in giardino. Quel momento inatteso, che avrebbe potuto imprimere una svolta all’umanità aumentando gli investimenti sul risparmio energetico e le fonti rinnovabili, non fu colto, e il ritorno a prezzi bassi dei combustibili fossili fece presto dimenticare questi argomenti.

Fu il cambiamento climatico, verso la fine degli anni ’90, a riportare alla luce la necessità di ricorrere a sole, vento e all’efficienza energetica. Intanto la tecnologia aveva fatto progressi e le nuove normative europee avevano sdoganato l’autoproduzione di energia. Nel 2004 iniziai a installare sul tetto di casa i collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria: diciott’anni dopo sono ancora in perfetta efficienza e mi hanno fatto risparmiare un sacco di gas, regalandomi da febbraio a novembre acqua calda in abbondanza e integrando la produzione da pompa di calore nei mesi più freddi e bui dell’inverno. Nel 2006, con l’introduzione del primo conto energia – cioè l’incentivo alla produzione di elettricità solare – con grande soddisfazione installai il mio primo impianto fotovoltaico da 2 kWp (chilowatt di picco, cioè la potenza massima erogabile dai pannelli al massimo dell’insolazione).

Da allora non ho fatto altro che aggiungerne, fino a ricoprire completamente il tetto (circa 50 m2, ovviamente la parte esposta a sud) e oggi ho 8 kWp, che producono in un anno diecimila chilowattora di elettricità gratuita e senza emissioni di CO2. Una quantità superiore ai miei consumi domestici che in parte va in rete, nonostante utilizzi sia una pompa di calore elettrica per il riscaldamento e  il raffrescamento della casa, sia un’auto elettrica.

Oggi i prezzi sono scesi di molto, dagli oltre 7 mila euro per kWp del 2006 ai circa 2 mila euro di oggi, installati chiavi in mano, a cui si applicano i vari ecobonus (quello più comune è la detrazione del 50%). Con i prezzi dell’energia oggi in forte aumento si rientra dell’investimento in circa tre anni, e poi per oltre trent’anni i pannelli produrranno silenziosamente senza che ve ne occupiate più: solo una grossa grandinata li può minacciare. Se poi si aggiunge una batteria di accumulo si può far fronte anche ai consumi notturni con l’energia di esubero prodotta di giorno. Resta il problema delle brevi giornate nuvolose invernali, laddove la produzione potrebbe non bastare e bisogna dunque ricorrere al prelievo in rete e ai conseguenti costi, ma è una frazione minima. Invece imparerete con gran piacere a far funzionare la lavatrice a mezzogiorno, senza pagare nulla!

Sarete diventati “prosumer“: produttori e consumatori diretti di energia dal vostro inesauribile giacimento privato.

1 Commento

  1. Credo si debba parlare anche del costo per la pulizia dei pannelli, del quale non si sente parlare poco.

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