RUBRICA - Le impronte del consumatore

Cosa c’è da sapere sull’olio extravergine italiano

Di olio di oliva ne abbiamo già parlato, ma le ultime notizie mi spingono ad aggiungere altre considerazioni. Sono arrivate le stime sulla raccolta delle olive di quest’anno: la produzione in Italia è calata di più di un terzo. In regioni come Campania, Umbria e Toscana il calo raggiunge quasi il 50%. E anche in Spagna i dati non sono migliori. In pratica: la raccolta 2013-14 in Italia è stata di circa 470.000 tonnellate, quella di quest’anno dovrebbe essere di circa 300.000.

Eppure questo non avrebbe dovuto essere un anno di “scarica” (cioè un anno di poca produzione causato dalle potature biennali delle piante). I motivi di questo disastro: innanzitutto il clima e quindi i conseguenti attacchi dei parassiti. E’ piovuto troppo nei mesi sbagliati, i fiori non hanno potuto produrre frutti (olive) e poi l’umidità ha rappresentato un’ottima occasione per lo sviluppo della mosca olearia, che scava il suo nido nell’oliva, ha un ciclo riproduttivo velocissimo (anche 3 generazioni a stagione) e quindi fa marcire le olive. La mosca non è una novità (la combattevano anche i Romani), ma quest’anno ha esagerato, infierendo su un raccolto già compromesso dalle piogge. Per non parlare della minaccia gravissima di un’altra malattia, importata dal centro America, la Xylella Fastidiosa, che secca le piante e che ha colpito centinaia di ettari in Salento e minaccia tutta la produzione mediterranea…

Cosa vuole dire tutto ciò per noi consumatori? Significa aumento dei prezzi e aumento delle possibili truffe. I numeri dell’olio extravergine d’oliva italiano in effetti sono strani, forse sono io che non capisco bene… A me risulta che in Italia se ne consumi circa 1 milione di tonnellate, contro meno di mezzo milione prodotto l’anno scorso, che quest’anno appunto calerà di un terzo. E infatti l’Italia importa (importava) circa 600.000 tonnellate, che quest’anno saranno di più, da Paesi come la Tunisia, la Grecia, la Spagna ecc. Dopodichè (e qui sorgono le domande) noi esportiamo moltissimo olio, più di quello che importiamo: l’anno scorso la bilancia dei pagamenti (cioè la differenza fra importazioni ed esportazioni era in attivo per 16 milioni di euro, soltanto nei primi 7 mesi del 2014).

Ma da dove viene tutto quest’olio, definito “italiano”? Per la pasta abbiamo capito che la giustificazione dei pastai che definiscono come “italiano” una quantità di prodotto molto superiore a quello che può essere realizzato con grano coltivato in Italia è il metodo di preparazione, il know how, ma per l’olio??? Di olio extravergine, in effetti, secondo l’Europa se ne possono commercializzare diversi tipi: solamente italiano, di miscele comunitarie (quindi anche greco e spagnolo), di miscele extracomunitarie (quindi anche tunisino o turco). E non c’è dubbio che quello italiano sia più pregiato, per la differenziazione di gusto e per i metodi di coltivazione, raccolta e lavorazione. Io stesso, vi confesso, che per Linea Verde sono stato in molti oliveti e frantoi italiani e stranieri (in Tunisia e in Grecia) ho avuto la netta impressione che questa qualità italiana non sia una moda o una millanteria: il nostro è un ottimo prodotto. Le olive in genere vengono raccolte con metodi corretti, che non rovinano le olive che vengono sottoposte a molitura entro un tempo ragionevole (possibilmente entro 24 ore) ecc ecc. Per questo l’olio italiano costa di più. Ma, appunto, il pericolo di frodi, soprattutto in un annata come questa, è concreto. Quest’anno il prezzo netto dell’olio che esce da un frantoio italiano non può essere inferiore a 4 o 5 euro al chilo (quasi il doppio di olii di altri Paesi comunitari). Peccato che gli USA siano invasi da olio extravergine italiano che costa da 3 a 6 euro al litro al dettaglio (quindi compreso imbottigliamento/etichette/trasporto/margini commerciali ecc ecc). E anche in Italia si trovano in commercio prodotti che – letteralmente – non possono essere ciò che dichiarano (e di questo già abbiamo parlato in questa “Rubrica”). Secondo i produttori di olio (me lo ha detto David Granieri, presidente Unaprol, produttori di olive) un litro d’olio extravergine d’oliva italiano “verace” non potrà che costare almeno 10 euro.  Per capirci qualche cosa confidiamo nella prossima etichettatura obbligatoria, che mi pare entri in vigore da dicembre, voluta dall’Europa e – naturalmente – sulla trasparenza della COOP…
Buona insalata a tutti!

novembre 2014

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