RUBRICA - Terra, uomini e clima

Ambiente rimosso? Servirebbe la psicologia…

Franco mi scrive su Facebook: “Caro Mercalli è vero c’è un’emergenza ambientale legata alle variazioni climatiche, riscaldamento e variazione del livello del mare e non c’è bisogno che ogni giorno rompi i c…i a ricordarcelo, se ascoltiamo te dobbiamo solo spararci, inutile vivere. Noi non possiamo fare niente, i governi dovrebbero provvedere a prendere radicali decisioni, se non lo fanno è perché in fondo dell’ambiente non gliene frega a nessuno e se non gliene frega a nessuno inutile che rompi. La gente si ricorda di Dio quando sta già annegando!”.

E poi scrive Ivana: “Buongiorno Luca, ho sentito il tuo accorato appello sul clima. Sono d’accordo con te ma pare che a nessuno interessi. Io lavoro in un ufficio dove la gente nonostante i miei ugualmente accorati appelli butta le bottiglie di plastica nel cestino dove poi di sera passa l’impresa di pulizie che porta via tutto nell’indifferenziata dentro un sacco nero. Oppure stampano email lunghe pagine quando basterebbe solo stampare la pagina che interessa e se interessa. Inoltre penso che un paese povero di risorse naturali come l’Italia dovrebbe riciclare anche gli spilli e non ci vorrebbe molto basta dare un valore ai vuoti ovvero ‘vuoto a rendere’ se il vuoto costasse più del pieno vedrai che la gente si sbrigherebbe a restituirli perché è l’unico orecchio dal quale ci sentono. Vorrei davvero che ci fosse un po’ più di rispetto per la natura. Alcuni giorni cerco di non vedere ma certi giorni sono veramente disperata.”

Franco è vittima di un processo di rimozione psicologica, di dissonanza cognitiva: rifiuta il problema e soprattutto rifiuta di mettersi in gioco, di ritenersi responsabile della sua parte (sicuramente inquina anche lui, come tutti noi) e di cominciare a fare qualcosa per migliorare se stesso e la società che lo circonda. Attribuisce tutti i doveri ai governi (e così inconsapevolmente limita la sua libertà, vorrebbe solo obblighi a cui piegarsi per legge, praticamente  un’ecodittatura), e cortocircuita perfino le scelte democratiche: i potenti non fanno nulla per l’ambiente perché dell’ambiente non interessa nulla alla gente. Quindi, ecco perché in Danimarca, dove la gente è attenta all’ambiente, anche il governo lo è…

Veniamo a Ivana che, forse anche in quanto donna e dunque più dotata di un istinto protettivo, è più saggia e concreta, si impegna, fa la sua piccola parte, ma è frustrata e ghettizzata dall’indifferenza di chi la attornia. Quindi il problema del rifiuto a prendersi cura dell’ambiente è soprattutto inerente alle scienze del comportamento umano: psicologia sociale, sociologia, antropologia. Se con il loro aiuto non riusciremo a trovare modo di convincere Franco a essere meno aggressivo e più responsabile, e a dare a Ivana la giusta soddisfazione di vedere i suoi gesti premiati dall’approvazione e dall’emulazione altrui, non ci tireremo fuori dalla crisi ambientale. Franco osserva non senza ragione che la gente si ricorda di Dio solo quando sta annegando, ma non fa nulla per prevenire il naufragio. Papa Francesco ci ha invece provato con la straordinaria enciclica ambientale Laudato Si’, lettura consigliata a tutti, che mette insieme scienza ed etica individuale.

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