RUBRICA - Nutrizione e salute

Aperitivi e “apericene”, occhio alle trappole

Durante il periodo primaverile ed estivo si ha più voglia di uscire e condividere con gli amici il proprio tempo libero (a maggior ragione visti i mesi difficili da cui veniamo), e gli aperitivi possono essere un’occasione di incontro meno formale di una cena. Tuttavia, negli anni è radicalmente cambiata la quantità di cibo proposta durante un aperitivo: da qualche oliva, patatine ed arachidi si è visto occupare l’intero bancone del bar da proposte sfiziose, e in alcuni casi non è sufficiente perché l’aperitivo si trasforma in una cena.

In una società dove il sovrappeso e l’obesità sono un problema, dove i modelli di bellezza proposti sono quelli della magrezza e definizione muscolare, cosa proponiamo? Una nuova occasione alimentare e di consumo: oltre a colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena si inserisce l’aperitivo, soprattutto nel week-end. Può trasformarsi in una cena informale, tant’è che è stato coniato un nuovo sostantivo: l’ “apericena”, abbastanza usato, visto che Google restituisce 2 milioni circa di pagine web che usano tale termine. La possibilità di incontrarsi informalmente, controllando il budget ed evitando la staticità di un ristorante, possono essere alcune delle chiavi di successo di un momento piacevole, che tuttavia presenta elementi delicati che penso valga la pena conoscere.

Il comportamento alimentare segue alcune regole fondamentali e in questa occasione ve ne sono 3 di rilievo: gli stimoli sensoriali visivi e olfattivi aumentano la predisposizione al consumo, la varietà degli alimenti sfiziosi proposti aumenta il consumo, mangiare in compagnia aumenta l’indulgenza e il conseguente consumo. A questi 3 elementi di potenziale vulnerabilità durante un aperitivo si associano altre questioni contingenti: gli stimoli ormonali che provocano la fame, mediamente, sono bassi al risveglio (molte persone sono inappetenti a colazione), mentre tendono ad aumentare nel corso della giornata, dunque la sera siamo mediamente più vulnerabili, soprattutto al termine di una giornata lavorativa o di studio quando finalmente possiamo rilassarci un poco.

Da ultimo, durante un aperitivo, solitamente vi è l’assunzione di una fresca bevanda alcoolica a stomaco vuoto o quasi: l’alcool causa disinibizione dei comportamenti, e, anche se ci si era riproposto di evitare ad esempio le patatine fritte, il rischio di consumarle diviene maggiore, soprattutto se le vedo, se profumano, e se qualcun altro le consuma insieme a me. Pensare di sostituire la cena con quello che troveremo durante un aperitivo è la tentazione di molti, e il motivo di utilizzo del nuovo termine “apericena”, tuttavia è improbabile che durante un aperitivo si trovino alimenti che possano nutrirci adeguatamente, mentre è molto probabile lasciare spazio all’indulgenza e piluccare più di quanto vorremmo. Tutto questo non significa che dobbiamo per forza rinunciare ad un aperitivo, ma è importante essere consapevoli delle difficoltà a cui siamo esposti durante questa informale occasione alimentare in modo da non essere colti impreparati.

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