RUBRICA - Italiani brava gente

Andare dal parrucchiere e trovare una biblioteca

Siamo vittime di molti pregiudizi e pensiamo, per esempio, che dal parrucchiere bisogna per forza fare solo chiacchiere leggere. E tenere in mano solo riviste di pettegolezzi e scandali, quelle che si sfogliano un po’ distrattamente, più guardare che leggere. Una superficialità per ingannare l’attesa: riviste da sala d’aspetto, un po’ consumate e con un senso di poco valore. Che finisce per svalutare anche il tempo che ci si passa. Tempo senza pensare.

Così ci hanno pensato un po’ nove parrucchieri, un centro estetico e una palestra di Ancona. Insieme alla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e con il patrocinio del Comune hanno riflettuto, loro che mettono tutti i giorni le mani nella testa delle persone per uno Shampoo curativo, una Piega Phon, una Contropermanente, un Riflessante applicato a pennello, un veloce Taglio Frangia o una più impegnativa Meches con Stagnola, se nella testa non ci si può mettere anche qualcos’altro. Per esempio i libri. Così è nata “Libri in testa”. Significa semplicemente che nei negozi aderenti, tra gli scaffali della tinta e delle creme, si è fatto posto per una piccola biblioteca.

Con i libri a disposizione dei clienti che possono consultarli e leggerli durante l’attesa e mentre ti fanno le Meches Bicolore. Ma anche portarselo a casa, se la storia ti ha appassionato, per finirlo con calma e riconsegnarlo dopo, quando si viene a dare una ritoccatina al colore perché la maledetta ricrescita comincia già a farsi vedere. E i libri sono scelti con cura: con un occhio di riguardo alle piccole case editrici indipendenti che stampano spesso testi di qualità e agli scrittori delle Marche. Con tanti giovani emergenti.

E chi vuole può portare da casa un libro proprio, perché gli è piaciuto leggerlo e adesso gli fa piacere condividerlo con altri, lasciandolo a disposizione nella biblioteca del parrucchiere di riferimento. Dietro c’è un’idea nuova di questo lavoro. Lo spiega bene Angela Pezzuto di Shampoo, una delle animatrici di “Libri in testa”: “La nostra professione oggi sta profondamente cambiando e ci stiamo qualificando come operatori sociali, con specifiche conoscenze e una maggiore attenzione al bisogno del cliente”. Basta pensare, aggiunge, a quando si va a curare i capelli di chi è in una casa di riposo o in ospedale. Sistemare i capelli, per sentirsi più belli, ma con più attenzione a quello che c’è sotto la pettinatura: le persone.

I negozi che ci credono in questa idea di tante biblioteche diffuse e gratuite sono riconoscibili da un logo fatto apposta dagli studenti della Poliarte di Ancona. È nelle vetrofanie sulla porta del negozio, fa marketing, e nei segnalibri.

Per il prossimo futuro quelli di “Libri in testa” pensano a incontri con scrittori o artisti, a letture collettive e anche ad offrire coupon di sconti ai clienti che arricchiscono la biblioteca del negozio donando il maggior numero di libri personali. Già da adesso è dimostrato che leggere un bel romanzo di Andrea Camilleri mentre mani esperte ti fanno una frizione curativa sulla testa è la fine del mondo. E poi il Salone del Libro, la grande festa di Torino che celebra la lettura e la scrittura, dura solo cinque giorni all’anno. I Saloni di bellezza invece sono aperti sempre. Salvo, è chiaro, il lunedì.

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