RUBRICA - Le parole per dirlo

Lo schwa per tuttə

Ormai da anni ho preso l’abitudine, nelle mail collettive, di utilizzare l’asterisco: car* tutt*, esempio tipico di incipit mail. Il problema è che se l’asterisco per iscritto funziona benissimo, non ha però una pronuncia codificata quindi è impossibile utilizzarlo nel parlato.

Questa premessa per introdurre uno dei dibattiti più accesi degli ultimi tempi in campo linguistico, ovvero la questione dello schwa. Il termine viene dal tedesco e deriva da un termine ebraico medievale scevà, shĕwā che significa nulla, niente, quindi qualcosa di non definito. Si pronuncia scevà, e si scrive come una e rovesciata, così: ə. Lo schwa è una vocale intermedia (per intenderci, il suono prodotto sarebbe simile all’a di about, in inglese, via di mezzo tra ‘e’ e ‘a’) tra quelle della lingua italiana, che gli studiosi di linguistica utilizzano da molto tempo, ma che solo di recente è entrato nella sfera del dibattito pubblico, grazie soprattutto alla sociolinguista Vera Gheno (lo spiega online nella Brevissima storia dello schwa)

La proposta di introdurre (non imporre, ché alcun hanno, chissà perché, paura di questo) questa sperimentazione ha l’obbiettivo di venire in aiuto al parlante o allo scrivente quando si tratti di rivolgersi a soggetti che potrebbero non ritenersi rappresentati al genere binario maschile/femminile, o per rivolgersi a gruppi di persone senza dover utilizzare il maschile sovraesteso. Il cuore della questione è immaginare e praticare una lingua inclusiva in cui le differenze possano convivere e non facciano differenza. La lingua greca e latina comprendevano l’utilizzo di un terzo genere grammaticale, oltre a maschile e femminile: il neutro, che si usava per animali oppure cose inanimate. Alcune lingue, come l’inglese, lo hanno mantenuto, l’italiano solo in alcuni sostantivi, neutri plurali che sono diventati femminili singolari: braccia, mura, etc., e in molte lingue del Sud, dialetto napoletano in primis, e piemontese. Scevà è una sorta di neutro.

C’è chi la ritiene un’opportunità e chi una “scemenza”, chi pensa che una lingua non si possa modificare dall’alto, e che “imporre” un nuovo simbolo grafico, e una nuova vocale da imparare a pronunciare, sia un’assurdità e che le lingue se mutano morfologia lo fanno a seguito di un’estesa pratica popolare che richiede di diventare norma. Ma il punto forse non è questo, la domanda dovrebbe essere: lo schwa può essere utile? La casa editrice Effequ ha scelto di pubblicare i propri testi di saggistica utilizzandolo: l’effetto grafico è elegante e dopo qualche riga di lettura diventa intuitivo.

Anche se nel momento in cui scrivo questo breve contributo sulla tastiera del mio vecchio portatile lo scevà (è un simbolo e, in quanto tale, appartiene al genere maschile) non esiste e per ottenerlo devo o copiaincollarlo o seguire una scorciatoia da tastiera, sulla tastiera di Google per Smartphone aggiornata a marzo 2021 invece il simbolo è presente, basta tenere premuta la e. Forse è una moda, un gioco da linguisti, o forse no. La cosa importante sarà capire se questa opportunità possa concretizzarsi in uso fatto dai parlanti, e in questo senso giungono notizie inaspettate, ovvero che tra le giovanissime generazioni che spesso si autodefiniscono “gender fluid” l’utilizzo dello schwa cominci a farsi strada. Come sempre, chi parlerà, saprà.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Editrice Consumatori Società Cooperativa tratta i dati personali (nominativo e indirizzo e-mail) forniti dall’utente per pubblicare sul sito web il commento all’articolo selezionato (il nominativo dell’Utente sarà visibile a tutti i visitatori del sito web che leggono il commento). L’indirizzo e-mail potrà inoltre essere trattato per informare l’utente su eventuali aggiornamenti al commento pubblicato (es. risposta al suo commento da parte della redazione o di un altro visitatore della pagina, ecc.).

I dati personali forniti dall’utente saranno utilizzati con strumenti informatici e telematici al fine di fornire il servizio richiesto e, per tale ragione, saranno conservati esclusivamente per il periodo in cui l’articolo selezionato sarà pubblicato sul sito web.

La base giuridica di tale trattamento è connessa alla volontà dell’utente di lasciare un suo commento ad un articolo selezionato ed esplicitare pubblicamente le proprie opinioni (v. art. 6, par. 1, lett. b, GPDR, esecuzione di un contratto di cui l’Utente è parte o esecuzione di misure precontrattuali adottate su richiesta dello stesso).

I dati personali dell’utente saranno trattati esclusivamente dal personale e dai collaboratori di Editrice Consumatori Società Cooperativa, da altri soggetti espressamente nominati come Responsabili del trattamento o da altri soggetti legittimati ad accedervi in forza di disposizioni di legge, regolamenti, normative comunitarie, all’autorità giudiziaria.

L’utente ha il diritto di ottenere da Editrice Consumatori Società Cooperativa, nei casi previsti, l'accesso ai dati personali e la rettifica o la cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento che li riguarda o di opporsi al trattamento (artt. 15 e ss. GDPR). Apposite istanze possono essere presentate contattando Editrice Consumatori Società Cooperativa ai recapiti quivi indicati.

Qualora l’utente ritenga che il trattamento dei suoi dati personali avvenga in violazione di quanto previsto dal GDPR ha il diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (art. 77, GDPR), o di adire le opportune sedi giudiziarie (art. 79, GDPR).

Il Titolare del trattamento è Editrice Consumatori Società Cooperativa, 40127 Bologna (BO), viale Aldo Moro, 16, indirizzo e-mail: privacy@consumatori.coop.it

Per visualizzare l’informativa integrale sul trattamento dei dati personali relativa al sito web www.consumatori.e-coop.it clicca qui