Pneumatici abbandonati? E tu dai l’allarme!

Parliamo di quelli che soffiano nel fischietto. Non gli arbitri ma quelli che hanno a cuore l’onestà. In inglese li chiamano whistleblowers, “soffiatori nel fischietto”. Sono i lavoratori che in azienda, in un ente pubblico, in qualsiasi contesto, si accorgono di una frode, una corruzione o una concussione, un pericolo o un rischio per i colleghi, i clienti, l’ambiente o la salute. Vedono qualcosa che non va, decidono di non far finta di niente e fanno un fischio. Segnalano il problema.

I whistleblowers agiscono nell’interesse pubblico rischiando personalmente ritorsioni, licenziamenti, emarginazione. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna hanno un riconoscimento legale; da noi ci sono solo un articolo del codice penale (l’omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale) che punisce il pubblico ufficiale che fa finta di niente e, più recentemente, un articolo della “Legge anticorruzione” del 2012 che tutela il dipendente pubblico che segnala illeciti. Un po’ poco secondo Transparency International, la grande organizzazione che si occupa di prevenire e contrastare la corruzione, che vorrebbe una legge più precisa e ha una petizione on line. Anche l’Anac, L’Agenzia Nazionale Anticorruzione, raccomanda il whistleblowing. Quelli dei pneumatici invece lo hanno fatto. Si chiama “CambioPulito”, ed è la  prima piattaforma di whistleblowing attiva in Italia.  Serve a  segnalare online pratiche contro la  legalità e l’ambiente compiute con gli pneumatici. Sono i Pfu, i pneumatici fuori uso, quelli che lasciamo dal gommista quando cambiamo le gomme. Sono più o meno 38 milioni all’anno, un montagna che non deve finire in discarica per via di norma europea e del buon senso: buttar via la gomma invece che riciclarla è stupidità. Dai Pfu si fanno asfalti silenziosi, pista di atletica e campi di calcio, isolanti per l’edilizia. Il recupero dei Pfu lo paghiamo in anticipo, quando cambiamo le gomme, con circa 2,44 euro a pneumatico.

Però c’è sempre chi fa il furbo, o ci prova, vendendo in nero o evadendo il contributo. Così il Pfu esce dal circuito legale e finisce abbandonato da qualche parte, inquinando. Succede per 2/3 milioni di pneumatici all’anno, con un’evasione di contributi per 12 milioni di euro e di Iva per 80. Più i costi necessari a ripulire i territori inquinati dalle montagnole nerastre di ex gomme che marciscono sotto il sole.

I consorzi del Pfu, gli artigiani del settore e Legambiente con “CambioPulito” permettono agli operatori del sistema di segnalare le irregolarità di cui vengono a conoscenza, garantendo anonimato e massima riservatezza. Con la possibilità di accedere al sito per sapere com’è andata a finire la propria segnalazione.

E per finire una segnalazione molto positiva: si segnala un gommista di Milano, si chiama Luigi Giangualano, ha 43 anni e fa il gommista per tradizione di famiglia: lo faceva il nonno, poi lo zio. Lui ha cominciato nel 2008. Adesso davanti alla sua officina ha messo un cartello con su scritto “Cambiando 4 gomme un libro in omaggio”. L’omaggio è un romanzo di Camilleri ed è un successo. Nel marketing e nel whistleblowing  i gommisti sono avanti.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Informativa breve

Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. GDPR) e del D. Lgs. 30.06.2003, n. 196, così come modificato ed integrato dal D. Lgs. 10.08.2018, n. 101 (c.d. Codice Privacy)

Editrice Consumatori Società Cooperativa tratta i dati personali (nominativo e indirizzo e-mail) da Lei forniti esclusivamente per pubblicare sul sito web il commento all’articolo selezionato (e il Suo nominativo sarà visibile a tutti i visitatori del sito web che leggano il commento), nonché per informarLa su eventuali aggiornamenti al commento pubblicato (risposta al suo commento da parte della redazione o di un altro visitatore della pagina, etc.).

I dati personali saranno utilizzati con strumenti informatici e telematici e saranno conservati per il tempo necessario a perseguire le finalità sopra indicate, nonché per adempiere agli obblighi di legge imposti per le medesime finalità.

La base giuridica di tale trattamento è da rinvenirsi nella Sua volontà di esplicitare pubblicamente le proprie opinioni.

Il Titolare del trattamento è Editrice Consumatori Società Cooperativa, 40127 Bologna (BO), viale Aldo Moro, 16, indirizzo e-mail: privacy@consumatori.coop.it

I dati personali saranno trattati esclusivamente dal personale e dai collaboratori di Editrice Consumatori Società Cooperativa, da altri soggetti espressamente nominati come Responsabili del trattamento o, comunque, legittimati ad accedervi in forza di disposizioni di legge, regolamenti, normative comunitarie, all’autorità giudiziaria.

Lei ha il diritto di ottenere dal Garante, nei casi previsti, l'accesso ai dati personali e la rettifica o la cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento che li riguarda o di opporsi al trattamento (artt. 15 e ss. GDPR). Apposite istanze possono essere presentate contattando il titolare del trattamento e/o il Responsabile per la protezione dei dati personali ai recapiti quivi indicati.

Qualora Lei ritenga che il trattamento dei dati avvenga in violazione di quanto previsto dal GDPR ha il diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (art. 77, GDPR), o di adire le opportune sedi giudiziarie (art. 79, GDPR).

Per visualizzare l’informativa estesa sul trattamento dei dati personali relativa al sito web www.consumatori.e-coop.it clicca qui