Secondo una stima dell’Ufficio Studi di Confcommercio, da qui ai primi sei mesi del 2023, sono a rischio circa 120mila imprese del terziario di mercato e 370mila posti di lavoro. La Distribuzione moderna, pur non rientrando nella classificazione dei settori “energivori”, ha consumi per oltre 12,2 TWh, su cui impattano principalmente la gestione della catena del freddo e dei banchi refrigerati. Le aziende della distribuzione stanno registrando incrementi del costo delle bollette mai registrati prima: siamo su una media tra il +200%/+300% con punte anche più alte in certi casi.

Oggi l’incidenza del costo dell’energia sul conto economico delle imprese del settore sta subendo un incremento significativo, passando dall’1-1,5% del 2021 al 3-4%, con punte fino al 6%. Con utili medi che il settore registra tra 0,5/1,5% è evidente che molte imprese sono fortemente a rischio di tenuta dei conti economici. La Distribuzione moderna è impegnata da molti anni in investimenti su impianti di nuova generazione per il raffreddamento e per la produzione di energia rinnovabile. Ma ciò evidentemente non basta.

Per contrastare questi effetti ed evitare il rischio chiusura delle imprese, Confcommercio, ANCC-Coop, ANCD-Conad e Federdistribuzione hanno condiviso una serie di proposte al Governo e al Parlamento da attuare con urgenza: incremento del credito d’imposta per il caro energia elettrica dal 15% al 50%; ampliamento dell’orizzonte temporale per la rateizzazione delle bollette almeno fino a dicembre 2022; incremento fino al 90% della copertura offerta dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese anche  per far fronte alle esigenze di liquidità determinate dall’aumento del prezzo dell’energia elettrica.

Il decalogo per il risparmio energetico nei punti vendita Per contrastare più efficacemente i rincari delle bollette sono stati individuati alcuni principi generali per contenere i consumi e favorire il risparmio energetico dei punti vendita che ciascuna Organizzazione si impegna a promuovere tra i propri associati. Questi principi sono sintetizzati in un decalogo di azioni e comportamenti virtuosi:

 

  1. Spegnere le insegne luminose e le apparecchiature non necessarie durante gli orari di chiusura dell’attività commerciale
  2. Ridurre l’intensità luminosa del punto vendita e spegnere o ridurre in modo significativo l’illuminazione in ambienti poco frequentati
  3. Regolare la temperatura ambientale dell’attività commerciale (riscaldamento/raffrescamento) nell’ottica di contenere i consumi
  4. Interrompere la funzione di riciclo dell’aria nelle ore notturne
  5. Tenere chiuse le porte di ingresso per evitare dispersioni termiche
  6. Ridurre la temperatura dell’acqua utilizzata all’interno dei locali
  7. Utilizzare in maniera efficiente l’energia elettrica ed il gas naturale per la cottura dei cibi, monitorando i relativi consumi energetici
  8. Utilizzare in modo efficiente le celle e i banchi frigoriferi, limitando le aperture allo stretto indispensabile e sensibilizzando anche la clientela a tal fine
  9. Utilizzare in modo efficiente gli elettrodomestici
  10. Razionalizzare l’organizzazione del lavoro al di fuori degli orari di apertura al pubblico (pulizie, caricamento banchi, ecc.) al fine di ridurre i consumi.

9 Commenti

  1. niente luminarie dai primi di novembre, si posso accendere dall’8 dicembre e fino al 6 gennaio

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 20 Settembre, 2022 at 5:20 pm — Rispondi

      Ciao Massimo, è un’ottima idea.

  2. Chiudere la domenica.
    Ridurre l’orario serale magari una sera si ed una no per chi lavora fino tardi.

  3. Ottimo modo di affrontare questo momento.

  4. Buona sera sono un socio coop da moltissimo tempo. Vorrei dire che quello che avete scritto va bene, tenendo presente che è da più un anno che i costi hanno cominciato a lievitare non si sia cominciato un pò prima.
    Penso inoltre che a volte ci siano troppi doppioni nelle referenze sopratutto nei freschi. Visto parecchie volte molti prodotti con scadenza a breve. Limiterei l’orario di apertura al massimo ad una cinquantina di ore proprio il massimo 60 0re 9 × 6 gg. Domenica mattino stagionale . Festivo imtero solo le domeniche prima di Natale e Pasqua

  5. Bravi! Pochi giorni fa ho scritto una mail a Eurospin, lamentando l’illuminazione serale sproporzionata del punto vendita e del piazzale del mio paese, Fogliano Redipuglia, oltre che l’inutile consumo d’acqua per l’impianto di irrigazione installato nelle aiuole incolte, crescono solo erbacce, ma ben irrigate! L’eurospin mi ha risposto cortesemente che avrebbe contattato il responsabile del punto vendita. Non so se è stato fatto. Non ho potuto verificare se qualcosa è cambiato.

  6. io aggiungerei collocare impianti fotovoltaici sui tetti

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 1 Settembre, 2022 at 11:06 am — Rispondi

      Ciao Daniele, dove possibile i pannelli sono stati posizionati e sempre in caso di ristrutturazioni o di nuovi edifici.

  7. Da consumatore dico che si poteva proporre di chiudere nei gg festivi, ridurre la fascia oraria di apertura chiusura, ridurre la catena del freddo, imporre soluzioni tecnologiche per favorire energie alternative, eliminare arredo con luminarie…

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