Rispetto alle logiche con cui evolve su scala mondiale un settore come quello alimentare, al peso che hanno le grandi multinazionali e al ruolo che Coop svolge come più grande impresa della distribuzione italiana, credo sia doveroso partire proprio dal ricordare alcuni dei motivi che sono all’origine dell’esperienza della cooperazione di consumatori». A parlare è Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, una realtà chiamata a confrontarsi quotidianamente con le evoluzioni del mercato alimentare e non solo.

«La cooperazione è nata come prima cosa per offrire convenienza e per tutelare il potere d’acquisto delle persone. E questa caratteristica è più che mai attuale. Anche oggi nel nostro rapporto con le industrie, a maggior ragione se multinazionali di enormi dimensioni, un primo obiettivo è quello di spuntare condizioni di acquisto vantaggiose per offrire ai nostri soci qualità a prezzi convenienti. Cosa che cerchiamo di fare anche grazie alla forza che ci viene dal rappresentare 8 milioni di soci Coop in Italia. In secondo luogo, è vero che ci sono profondi cambiamenti nelle scelte delle famiglie e di chi fa acquisti, e che c’è sempre più attenzione al proprio benessere e alla salute. Noi, come Coop, siamo i primi a volere che i consumatori siano informati ed esercitino le loro scelte in modo consapevole. Da decenni abbiamo promosso iniziative e attività in questo senso. Ci confrontiamo ogni giorno con le imprese fornitrici, per stimolare innovazione e per cercare di privilegiare prodotti che sappiano legare la qualità a un giusto prezzo. Va rilevato che negli ultimi anni il trend degli acquisti ha penalizzato quelli che una volta erano considerati grandi marchi (solitamente controllati da multinazionali) e favorito imprese spesso italiane che meglio e più velocemente hanno promosso l’innovazione, con attenzione al biologico, al free from, alla riduzione di grassi e zuccheri. In terzo luogo va evidenziato che la cooperazione ha un legame storico con i territori. E coerentemente con questa premessa, operiamo per privilegiare prodotti e produttori italiani; negli ultimi anni abbiamo ulteriormente aumentato l’offerta di prodotti provenienti dalle diverse regioni, operando per dare valore all’enorme ricchezza della biodiversità alimentare italiana».

«Ma il contributo più importante che noi diamo – conclude Pedroni – per rendere il mercato più giusto e per bilanciare il peso dei grandi gruppi multinazionali, è attraverso il prodotto a marchio Coop, che credo sia la sintesi delle indicazioni che ho sin qui citato. Stiamo progressivamente allargando l’offerta dei prodotti a marchio Coop, sia con nuove linee sia rafforzando quelle esistenti. I nostri prodotti sono realizzati da 500 piccole e medie aziende italiane, eccellenti nella qualità anche grazie alla collaborazione di lunga durata che hanno con noi. Dato che qui si fa riferimento a fenomeni su scala mondiale, voglio ricordare un solo e più recente esempio dell’approccio di Coop con la nostra scelta di portare tutta la filiera della cioccolata sotto al marchio Solidal Coop, come già avvenuto in passato per il tè. Nel complesso, il prodotto a marchio Coop è cresciuto con forza negli ultimi anni e oggi vale intorno ai 3 miliardi di euro (il fatturato Barilla nel 2015 è stato di 3,3 miliardi, ndr). Una cifra che ci dà più forza per portare avanti i nostri impegni e tutelare gli interessi dei consumatori».

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