Società

Pizzul: “Io un telecronista che vive sulla bici”

Noto telecronista per la Rai degli incontri della nazionale italiana di calcio dal 1986 al 2002, Bruno Pizzul nei suoi quasi ottant’anni di vita non ha mai posseduto un’auto. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua vita “car free”.

Le hanno mai chiesto di mostrare patente e libretto?
Impossibile, perché in tutta la mia vita non ho mai preso la patente, nè posseduto un’automobile, ma le dirò di più: non sono in grado neppure di metterla in moto un’automobile e questo non depone a mio favore.

Perché?
Perché se mia moglie, che guida bene e che come me non è più una ragazzina, un giorno, per una qualsiasi ragione, non fosse nelle condizioni di guidare, io non sarei in grado di fare alcunché e di questo non ci si può certo vantare.

Per quale ragione non ha mai preso la patente?
Innanzitutto perché non ho mai nutrito una passione per i motori, i rumori e la velocità e secondariamente perché ho avuto la possibilità nella mia vita di poter vivere senz’auto.

Davvero non ne ha mai sentito la mancanza?
Per niente. Anzi potermi spostare ogni giorno in bicicletta e non in auto lo considero un privilegio che mi sono gustato e che ancora oggi apprezzo con grande piacere.

Quali sono per lei i vantaggi della bicicletta?
Soprattutto la certezza dei tempi di spostamento. In bici sai sempre quanto ci impieghi per andare da un posto all’altro e gli imprevisti che possono capitarti in auto non ci sono.

A meno che non te la rubino la bicicletta…
Sì certo mi è capitato svariate volte di non trovare più la mia bicicletta ma diciamo che considero accettabile un contrattempo ogni 2 anni.

Cos’è per lei la bicicletta?
È il mezzo di locomozione più comodo e più semplice per gli spostamenti di ogni giorno. Un mezzo da usare con gli abiti comuni: quando lavoravo in Rai in bicicletta ci andavo in giacca e cravatta.

Come valutavano i suoi colleghi questa sua “stranezza”?
Fino a qualche anno fa chi andava al lavoro in bicicletta veniva guardato in modo strano e considerato un minus habens, un poveraccio. Oggi invece la situazione è completamente cambiata e di fronte all’ingresso della Rai se ai miei tempi ci trovavi tre bici compresa la mia, adesso non basta un intero marciapiede a contenerle.

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