Già da lungo tempo, Coop si impegna sul fronte della riduzione dei pesticidi. Il risultato di questo impegno è che in tutta l’ortofrutta  a marchio Coop sono presenti, con tanto di certificazione rilasciata da enti terzi, residui di fitofarmaci sul prodotto finito inferiori del 70% rispetto al residuo massimo ammesso. Tale rigoroso criterio è stato esteso ad altre importanti filiere produttive quale quella del vino a marchio Coop su cui è garantito lo stesso requisito.
Questo risultato è possibile perché i prodotti Coop rispettano rigide regole di produzione e hanno formulazioni con limitazione e divieto di alcuni ingredienti o con definizione di limiti per taluni contaminanti (come da esempio, oltre ai pesticidi, anche le micotossine).

A proposito di pesticidi, in questi ultimi anni si è molto dibattuto circa l’utilizzo dell’erbicida glifosato, un prodotto sul quale non vi è consenso da parte del mondo scientifico circa i suoi possibili effetti sull’ambiente e la salute umana. Per questo, da parte della Commissione europea, è stata recentemente rinnovata l’autorizzazione all’uso del glifosato in agricoltura per soli 5 anni (anziché i normali 10). Le preoccupazioni  manifestate dal mondo ambientalista e dell’associazionismo derivano dalla forte presenza di questa molecola nell’ambiente e nella catena alimentare (nonostante ci sia ancora una ristrettezza di dati scientifici disponibili in proposito). Il glifosato risulta essere uno dei contaminanti principali delle acque superficiali e profonde con valori spesso superiori ai limiti di legge. 

Alla luce di questo quadro, per quanto riguarda i prodotti Coop, oltre alle limitazioni generali sui pesticidi già indicate, sul glifosato si sono adottate diverse scelte e, in virtù del principio di precauzione, Coop richiede requisiti più restrittivi in merito a questa sostanza al fine di avere un minore impatto su salute e ambiente.

In questo contesto Coop sta poi sollecitando il mondo agricolo e dei produttori di fitofarmaci per individuare soluzioni alternative che possano portare ad avere un minore impatto sia per l’ambiente e per l’uomo.   

Facendo un passo indietro, ricordiamo che, sul piano scientifico i pesticidi sono tutte quelle sostanze (di sintesi e naturali), che svolgono una funzione attiva e/o di contrasto verso organismi nocivi, inclusi i vettori di malattie umane e animali. Hanno impieghi molto ampi e diversificati  tra cui molto importanti quelli legati alla produzione agro-alimentare. Il consumo mondiale annuale di pesticidi è stimato essere intorno ai 2,5 milioni di tonnellate, in prevalenza per usi agricoli (circa ¾ del totale); il Nord America e l’Europa occidentale assorbono oltre la metà del consumo totale mentre, per quanto riguarda l’Italia in dettaglio, ne viene stimato un consumo pari a circa il 2-3% della produzione mondiale valore superiore rispetto a Francia, Germania e Regno Unito. In Italia, dunque, il consumo per ettaro di pesticidi è il più alto d’Europa seppure, nel corso degli ultimi anni, si stia registrando una graduale contrazione nei consumi.

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