Un tuffo nell’estate del 1970: in viaggio per l’Italia in automobile, da amici e parenti, con meno traffico e poco da spendere, ma molta voglia di stare insieme. La pandemia riporterà probabilmente indietro di 50 anni le vacanze degli italiani, in un’estate che è la più inaspettata di sempre. A raccontarla è la ricerca “Le vacanze post-Covid degli italiani”, realizzata da italiani.coop (il portale di indagine e approfondimento sulla vita quotidiana degli italiani di Coop) per Robintur Travel Group. L’indagine per il quarto anno fotografa i consumi turistici del Paese ed è stata realizzata a giugno 2020 su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni di età.

Per cominciare, il post-pandemia terrà a casa ben 10 milioni di italiani: solo il 70% prevede di concedersi una pausa nei prossimi mesi (era l’89% nel 2019). L’effetto del Covid19 sul crollo dei propositi estivi si fa sentire, se si calcola che di quel 30% di mancati vacanzieri, il 17% ha rinunciato proprio a causa della pandemia (in testa donne e over 56).

In cima alle motivazioni di chi resta a casa il caos e l’incertezza del momento: le regole poco chiare scoraggiano il 78% dei rinunciatari, la paura di ammalarsi il 77%, la necessità di risparmiare in previsione di periodi difficili il 77% e le difficoltà economiche insorte proprio per il lockdown il 70%.

«Se un italiano su sei dichiara che ha rinunciato alle vacanze per la pandemia, anche nel mezzo della peggiore crisi (sanitaria ed economica) dal dopoguerra ad oggi, le vacanze si confermano per la grande maggioranza degli italiani un bene insostituibile e di prima necessità. Indispensabile per il proprio benessere psico-fisico, le relazioni affettive e quelle sociali», sottolinea Albino Russo, direttore generale di Ancc Coop, che aggiunge: «Gli italiani vogliono regalarsi un momento di relax dopo i mesi grigi di lockdown e quelli caldi di un autunno che si attendono difficile. Faranno vacanze più brevi, più sobrie, ma 100% italiane, all’insegna della sicurezza e (quando possibile) della sostenibilità. Tornano di moda le seconde case e la montagna ma tengono (più del previsto) il mare, gli alberghi, i villaggi turistici. Dopo anni di faidate e acquisti on line, torna il bisogno di professionalità e affidabilità delle agenzie viaggio».

L’estate 2020 sta partendo al rallenty sia a causa del lockdown, sia dell’incertezza che gli italiani percepiscono nel sistema turistico del Paese. A marzo 2019 aveva già prenotato il proprio soggiorno il 21% dei vacanzieri e il 37% lo avrebbe fatto a breve (quindi presumibilmente entro maggio). A giugno 2020 invece, ha prenotato  solo il 22% di chi andrà in vacanza e il 42% pensa di farlo a breve. Non tramontano gli amanti del last minute: erano il 12% nel 2019 e saranno il 19% nel 2020.

Proprio l’incertezza premia però l’affidabilità e il ruolo delle agenzie di viaggio: nel 2020 pensano di prenotare attraverso le agenzie il 31% dei vacanzieri, contro il 18% nel 2019. Un dato confermato “sul campo” anche da  Robintur Travel Group, che detiene la più grande rete italiana di agenzie di viaggi di proprietà: in poche settimane di apertura su appuntamento, sono stati oltre 6.000 i clienti che si sono rivolti alle 100 agenzie dirette del gruppo.

«Dopo un decollo lento delle prenotazioni, partite a inizio mese, in a metà giugno ci si stava avvicinando a coprire circa il 25% delle prenotazioni della stessa settimana dell’anno precedente, con una punta del 50% per l’Italia – sottolinea Claudio Passuti, direttore generale di Robintur – Si tratta di un primo segnale incoraggiante, che conferma la validità della scelta del gruppo di proporre soluzioni particolarmente sicure, raggiungibili e senza gli ulteriori aumenti dei prezzi temuti dai consumatori».
Le partenze prenotate nelle agenzie Robintur e Viaggi Coop si sono concentrate su luglio e agosto, ma in terza posizione si trova proprio giugno.

L’Italia è protagonista assoluta di chi viaggerà nei primi mesi dell’estate; in agosto, il ventaglio delle destinazioni prescelte si allarga al Mediterraneo e all’Europa.
Il relax è da sempre uno dei motori principali degli spostamenti: nel 2019 lo sceglievano il 49% dei vacanzieri e nel 2020 lo fanno il 56%. Ma ciò che cresce di più quest’anno è la voglia di stare in compagnia, che passa dal 20% dello scorso anno al 44%.

Chi parte ha ridisegnato le proprie vacanze a seguito della pandemia e vuole soluzioni su misura: il 91% pensa che rimarrà in Italia, quasi sempre però spostandosi in un’altra regione e in luoghi conosciuti. Il mare rimane la meta più gettonata (scelto dal 60% dei vacanzieri), ma la montagna e la natura passano dal 13% al 23% delle preferenze post-Covid.
In programma ci sono soggiorni più brevi rispetto al 2019 nel 39% dei casi, il 30% vorrebbe spendere meno. Ma solo il 24% pensa di ricorrere al Tax credit, il contributo previsto dal Governo per incentivare gli italiani a  viaggiare.

Quanto allo stile di vacanza, sembrerà di tornare indietro nel tempo. Ci si sposterà di più con l’auto privata (il 55% del 2019 diviene il 71% del 2020) per raggiungere un appartamento (in crescita dal 12% al 15%). Un italiano su due pensa positivamente alla seconda casa per le vacanze, mentre il 10% in questo 2020 non andrà in alberghi o agriturismi, per i quali invece aveva optato nel 2019.
Il soggiorno deve essere più che altro “comodo” come negli scorsi anni, ma nel post-Covid crescono più di tutti le vacanze “in comune” (+3%) con parenti e amici e quelle “a risparmio” (+7%). La pandemia (e la necessità di muoversi in auto) non hanno cancellato la voglia degli italiani di vacanze green, per le quali l’81% è disposto a spendere qualcosa di più.   

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