Una mostra che propone un’ampia selezione di opere di un maestro protagonista delle avanguardie del ‘900 come Paul Klee e in particolare si concentra sul tema del “primitivismo” che tanto influenzò l’artista svizzero. Per Klee il primitivismo include sia epoche preclassiche dell’arte occidentale (come l’Egitto faraonico), sia epoche sino ad allora considerate “barbariche” o di decadenza, come l’arte tardo-antica, quella paleocristiana e copta, l’Alto Medioevo; sia infine l’arte africana, oceanica e amerindiana. In mostra al Mudec ci sono un centinaio di opere dell’autore, provenienti da importanti musei e collezioni private europee, e conterà su una consistente collaborazione del Zentrum Paul Klee di Berna.

L’interesse per tutto quanto, in arte, è “selvaggio” e “primitivo” si desta in Klee in coincidenza con il suo primo viaggio in Italia e la scoperta dell’arte paleocristiana a Roma, tra l’autunno del 1901 e la primavera del 1902.

In seguito al viaggio in Italia Klee si considererà un “epigono”: vale a dire ultimo nato, erede tardivo di un’illustre civiltà giunta al tramonto. E questa conclusione non lo abbandonerà mai in seguito, spingendolo a trasformare, come lui stesso racconta nei Diari, la delusione in “stile”.

Paul Klee. Alle origini dell’arte
Milano, mudec museo delle culture
Fino al 3 marzo 2019
Ingresso: 14 euro, sconto soci coop 12 euro
info: www.mudec.it, tel. 02-54917

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