Non si parte per una destinazione, ma per vivere una passione. Addio, viaggio verso una semplice meta: siamo nell’era dei viaggi esperienziali, dove in valigia si mettono i gusti e le idee, per sperimentare esperienze autentiche, coinvolgenti, a volte avventurose. Quasi sempre fuori dagli itinerari turistici di massa, alla ricerca di un contatto più genuino e autentico, di un punto di vista differente nel cuore di luoghi che vorremmo conoscere e vivere, più che visitare.

È questa secondo gli esperti una delle tendenze emergenti nel mondo dei viaggi, dove accanto a soggiorni e itinerari formulati in modo più tradizionale, sono diventate quasi uno standard della vacanza anche “esperienze” aggiuntive. Che si tratti del week-end di coppia fai da te, fino al viaggio oltreoceano progettato con l’agenzia di viaggi, la destinazione diventa un mezzo per vivere le proprie passioni. Dal trekking nel bosco durante il soggiorno termale al corso di cucina giapponese in viaggio di nozze, la degustazione in fattoria con la prenotazione del camping, fino al peeling all’uva con fine settimana enologico, la mostra di grido da visitare con l’esperto d’arte, le lezioni di yoga in barca a vela.

Un filone stravagante? A volte, ma spesso si tratta di viaggi interiori, di formazione e di conoscenza, intessuti da interessi culturali e sulle tracce di un’idea, un interesse, un mito, un sogno da inseguire. Questo tipo di viaggio ha quasi sempre uno scopo – si parte per “fare” qualcosa – ed è mosso dalla possibilità di conoscere, apprendere e migliorarsi. Magari incontrando persone che ci assomigliano per gusti e attitudini.

La cultura e la conoscenza infatti sono tra le principali motivazioni per partire. Secondo il Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari, nel 2018 ben 55 milioni di visitatori hanno deciso di visitare i beni culturali statali italiani (monumenti, musei, parchi archeologici, etc): l’11% più di un anno prima, e il 44% in più rispetto ai 38 milioni del 2013. In altre cifre: nel 2018 circa il 16,6% di vacanze in Italia è stato legato ad attività culturali.

Il viaggiatore “sapiens” spende più della media, soprattutto riguardo alla ristorazione e agli acquisti, spesso di prodotti tipici artigianali ed enogastronomici locali. Nei viaggi più brevi, le città storiche sono sempre mete predilette, ma sta aumentando l’interesse per i piccoli borghi o per itinerari diversi. Ad esempio le ville venete, diffuse in tutta la regione, riescono ad attirare turisti da tutto il mondo. Insomma, crescono a doppia cifra – e non solo in Italia – le prenotazioni di tour ed esperienze culturali e itinerari a tema, che comprendono mete di interesse storico, letterario, architettonico, artistico e, in parallelo, gastronomico e naturalistico.

Sono nati così gli itinerari con guide speciali: l’archeologo, lo storico dell’arte, lo scrittore e il giornalista famosi che narrano la trama di significati e la storia dei luoghi, grandi mostre o eventi culturali unici. «Chi sceglie questo tipo di esperienze ha un tratto comune: la curiosità» spiega l’archeologa professionista Daniela Ferrari, ricercatrice che ha seguito scavi archeologici soprattutto nel Mediterraneo, oltre che accompagnatrice culturale in alcuni dei viaggi Robintur: «Vengono persone di tutti i tipi. Chi è completamente a digiuno dell’argomento, appassionati e anche veri e propri esperti: si va dall’agricoltore e la casalinga fino al latinista e al docente universitario. Durante il viaggio, la guida turistica spiega il paese, mentre io la affianco e integro la visita con approfondimenti, paralleli e spunti. Sono moltissimi i collegamenti tra le opere e gli scavi che possiamo ammirare in Turchia o in Giordania e la storia del nostro paese; proprio questo è l’aspetto che entusiasma e sorprende di più chi fa un viaggio con l’archeologo».

Anima culturale e avventura si uniscono nei viaggi sulle orme degli scrittori e degli artisti preferiti: si parte per riconoscere e attraversare i luoghi dove hanno vissuto, le città, i paesaggi, i volti, le atmosfere. Può essere la Trieste letteraria o la Transilvania di Dracula, la Parigi degli impressionisti, l’America dei film celebri e la Jamaica del reggae.

Il viaggio diventa anche occasione per approfondire e praticare una disciplina; ecco allora le settimane filosofiche, in campagna o in montagna, dove passeggiate e conferenze vanno a braccetto, e di meditazione.

A scoprire il mondo con occhi nuovi ci sono anche gli astrofili: viaggiatori con il naso all’insù che il pianeta lo percorrono come punto di osservazione verso lo spazio. I viaggi di gruppo per gli amanti delle stelle toccano luoghi selvaggi, liberi dall’inquinamento luminoso, che svelano nel cielo notturno la propria vera bellezza. O offrono un sole mai visto: ad esempio, a dicembre partono per il deserto degli Emirati Arabi, dove osservare la prossima eclisse lunare.

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