Col vino ci siamo più abituati. Abituati a riconoscere un vitigno dall’altro, ad apprezzare le sfumature di sapore e aroma che poi ritroviamo bevendo un buon bicchiere, ricostruendo una ideale mappa geografica di un’Italia fatta da decine e decine di qualità d’uva diverse. Ebbene anche con l’olio d’oliva, ovvero con un’altra delle eccellenze della produzione italiana, si può fare la stessa cosa. Perché, se tanti non lo sanno, in Italia sono presenti oltre 400 cultivar, cioè varietà di olive diverse, cosa che è un assoluto primato mondiale perché nessun altro paese ha una tale gamma di questi frutti. Ognuna con una precisa identità, che deriva dalle caratteristiche del terreno, del microclima in cui le piante di ulivo nascono e crescono.

Parliamo di sapori, di aromi, di cibo, ma ancor prima parliamo di un patrimonio di biodiversità immenso che consente al nostro paese di offrire oli extravergini unici. Un patrimonio che si potrà conservare e consegnare alle generazioni future più sarà conosciuto, non solo dagli addetti ai lavori, ma anche apprezzato dai buongustai e valorizzato nella cucina.

Per questo la già ricca e qualificata offerta degli oli extravergine Fior fiore Coop ha aperto un nuovo capitolo, quello degli oli mono cultivar, che cioè sono espressione di un solo tipo di oliva, di frantoi selezionati e ubicati proprio nelle zone vocate per quella specifica varietà. Ovviamente questi prodotti sono certificati lungo tutta la filiera a garanzia di una qualità davvero speciale.

Come quella dell’extravergine da olive 100% Taggiasca, disponibile dalla fine degli anni ‘90, che è stato a tutti gli effetti il primo mono cultivar della linea: proveniente da sole olive di cultivar taggiasca certificate, raccolte e frante nella provincia di Imperia.Oggi, l’ampliamento della linea di oli mono-cultivar Fior fiore prevede due nuove eleganti bottiglie da 500 ml, perfette per la tavola.

Il primo è il Bosana che viene dalla Sardegna centro settentrionale, dove questo tipo di pianta si è adattato ai terreni aspri e selvatici dell’isola. Parliamo di una pianta che produce olive medio piccole con forma ovoidale che maturano proprio tra novembre e dicembre. Per questo l’olio Bosana Fior fiore Coop viene da Orosei, in provincia di Nuoro ed è lavorato in unico frantoio. Il suo sapore è caratterizzato da un fruttato verde medio e da un gusto equilibrato con amaro e piccante medi che lo rendono adatto a piatti di pesce, verdure crude e cotte.

Il secondo olio è il Carolea e viene dalla Calabria. Qui le piante sono maestose e le olive grandi e polpose, adatte anche ad essere conservate in salamoia o essiccate. La zona di produzione è il Lametino, in provincia di Reggio Calabria, anche qui con molitura in un unico frantoio. Il sapore ha un fruttato medio-leggero e gusto equilibrato con amaro medio-leggero e piccante medio. L’abbinamento consigliato è con carpacci di pesce e carne e per preparare dolci e biscotti.

Un terzo olio mono cultivar è previsto in arrivo per inizio anno, mentre l’ormai ricercatissimo Taggiasca avrà presto la sua nuova bottiglia da 500 ml.

Questi nuovi prodotti mono-cultivar vanno ad affiancarsi ai diversi oli extravergini di oliva tipici che la linea Fior fiore Coop offre già da tempo. Vale la pena ricordarli perché anche questi raccontano quella straordinaria varietà di cui abbiamo sin qui parlato. Si parte dall’olio Toscano Igp, che deriva dalla frangitura di tre cultivar tipici: il Leccino, il Frantoio e il Moraiolo. Ne esce un prodotto ideale per condire a crudo legumi, insalate, carne alla griglia e la tradizionale bruschetta toscana.

Poi c’è l’olio Umbria Colli Martani Dop che viene dai territori di Acuasparta, Spoleto, Todi e Montefalco. Anche qui i cultivar sono Moraiolo, Frantoio e Leccino. Poi c’è il terra di Bari Bitonto Dop ottenuto dai cultivar Cima di Bitono e Coratina ed espressione di una cultura olearia con tradizioni millenarie. Ultimo è l’olio Val di Marzara Dop che viene dalle province di Palermo e Agrigento in Sicilia. Qui le varietà di olive utilizzate sono Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola. Ne esce un olio dal retrogusto dolce adatto a piatti leggeri, cotti al vapore o insalate e zuppe.

1 Commento

  1. Erroneamente a quanto è scritto nell’articolo sopra: ‘La zona di produzione è il Lametino, in provincia di Reggio Calabria’ in realtà il Lametino ( Lametia Terme) si trova in provincia di Catanzaro.
    Grazie

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