Dimenticate la macchina per il pane, o meglio mettetela da parte perché in cucina il piccolo elettrodomestico più di moda, oggi, è un altro: la friggitrice ad aria calda. Una piccola rivoluzione nel campo della friggitoria domestica si è consumata, nel silenzio generale – complice il lockdown e la voglia di cibi più salutari – in questi mesi. È bastato infatti un anno, dal 2019 al 2020, per ribaltare il rapporto tra queste macchine che friggono senza o con pochissimo olio, eliminando il problema del fumo, e quelle tradizionali che ne hanno bisogno di un litro o più, a volte lasciando cattivi odori in casa.
Oggi la bilancia pende a favore delle prime, le friggitrici ad aria, con il 68,7% delle vendite contro il 31,3% delle macchine tradizionali (dati Gfk) che hanno perso, in poco tempo, un quarto delle preferenze dei consumatori. Tutte le apparecchiature per la preparazione domestica dei cibi, va detto per inciso, hanno fatto notevoli balzi in avanti nel primo anno di pandemia: le vendite dei robot da cucina sono raddoppiate, le macchine espresso sono cresciute del 33%, le impastatrici del 7,4% e così via (dati Rapporto Coop).

Salute e versatilità Ma torniamo alla friggitrice ad aria. Va premesso che i sapori dei prodotti a fine cottura differiscono un po’ da quelli a cui siamo abituati, ma il risultato è altrettanto gradito a detta di chi già da tempo utilizza questi piccoli forni a convezione da banco – perché tali sono – che “simulano” la frittura senza immergere il cibo nell’olio. È una ventola a far circolare l’aria calda ad alta velocità, producendo il tanto apprezzato strato croccante. Nelle “low-oil” al massimo si deve versare un cucchiaino di olio nel cestello.
Il principale vantaggio è che chi non può (per motivi di salute), o non vuole (essendo in dieta o perchè intenzionato a mangiare più sano) assumere troppi grassi senza rinunciare al piacere del fritto, adesso può farlo.
Un altro vantaggio è la versatilità: alcune friggitrici sono dotate infatti di accessori aggiuntivi come teglie per pizza, griglie per spiedini e stampi per torte. Insomma, le friggitrici ad aria sono “bianchi”, cioè elettrodomestici pratici e tuttofare, che lavorano con una potenza elettrica tra gli 800 e i 2.000 watt. Alcuni apparecchi hanno funzioni di essicatore e scongelatore, tutti il display con i programmi preimpostati.

Ingombro e manutenzione Anche l’ingombro, contenuto, non costituisce un problema. È paragonabile a quello di una macchina per il caffè; esistono inoltre modelli di capacità più ridotta, le compatte, sui 1000 watt di potenza, adatti per due o tre persone. Optando, inoltre, per un cestello con caricamento verticale e non orizzontale, si riduce ancora lo spazio occupato in cucina. A fine utilizzo, la manutenzione si limita al semplice lavaggio del cestello, anche in lavastoviglie, con un “plus” ecologico dovuto al fatto che non vi è produzione di olio esausto da smaltire, accanto a un beneficio economico per il taglio del gas e dei consumi d’olio.
In conclusione i vantaggi sono di gran lunga maggiori degli svantaggi. Oltre a patatine fritte, crocchette, carne e pesce, le friggitrici ad aria si prestano a cuocere tanti altri alimenti impanati, freschi o surgelati, con qualche attenzione in fase di preparazione: se il cibo è rivestito solo con una pastella umida, ad esempio, senza pangrattato, la ventola potrebbe soffiare via la pastella dal cibo. Cuoco avvisato…

Mano al portafoglio
Friggitrice ad aria: da 60 euro circa per la fascia più economica, a 100 per la media e sopra i 120 per la fascia alta di prezzo
I prezzi sono indicativi e soggetti alle variazioni del mercato, oltre che a marche, versioni e scelte del cliente

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