Lo smarthpone o telefono cellulare che dir si voglia, è un qualcosa che riempie le nostre giornate e sia uno strumento chiave nella nostra relazione col mondo è di tutta evidenza. Ce ne rendiamo pienamente conto? Ne siamo consapevoli? È proprio per indagare il nostro rapporto con questo oggetto che il sito Italiani.Coop e Coop Voce hanno promosso un’indagine su un campione di più di mille persone.

Un’indagine da cui, per prima cosa, vien fuori un dato quantitativo: il tempo di uso medio del cellulare è, dicono gli intervistati, di 5 ore al giorno. Una cifra non lontana dall’intero orario di lavoro di tanti. Una cifra per questo abbastanza impressionante, anche se ormai la polivalenza dell’oggetto consente di alternare senza problemi, come dentro a un unico flusso che non conosce interruzioni, le relazioni con amici e parenti all’uso per questioni di lavoro.

L’indagine ci consegna poi una fotografia dell’uso che facciamo di questi apparecchi che, a qualche conferma, unisce novità importanti. Da un lato la funzione voce, cioè l’uso come telefono, resta fondamentale. Tutti fanno telefonate, tutti (il 99%) le facevano un anno fa e tutti (sempre il 99%) immaginano che continueranno a farle tra un anno.

Ma le vere vincitrici che emergono dal rilevamento sono le app gratuite di messaggistica e in particolare Whatsapp, autentica regina dentro ai nostri smartphone. Se nella media le telefonate sono 12 al giorno (6 ricevute e 6 fatte), i messaggi di testo via Whatsapp (o anche Telegram) sono 64 (34 ricevuti e 27 inviati), cui si aggiungono quelli vocali (sempre usando le stesse app) che sono 16. Del resto solo il 6% dice di non essere iscritto a nessun gruppo Whatsapp o Instagram, mentre il 54% aderisce da 1 a 5 gruppi, il 28% da 6 a 10 gruppi e il 12% ad oltre 10.

Nelle ultime 24 ore gli intervistati che hanno scambiato messaggi con meno di 5 persone attraverso queste app sono solo il 21%.Un 34% ha sentito con questi canali tra 5  e 10 persone, un 25% tra 10 e 20 persone, un 12% tra 20 e 30 persone. 

I veri sconfitti sono i “vecchi” Sms, che, anche se ancora usati, appaiono decisamente incamminati su un binario, se non morto, quasi residuale.  

Un altro capitolo di utilizzo che segna una forte crescita è quello degli assistenti virtuali presenti sui telefonini: un 44% dice di usarli abitualmente (un 16% tutti i giorni e un 22% qualche volta a settimana e un 6% raramente), un 17% li ha provati e ha smesso, un 20% ancor non li conosce ma vorrebbe provare. Chiude un 19% che non si dice interessato a questo tipo  di servizio.

Con chi ci mette in contatto il nostro smartphone? Le relazioni familiari e di cuore vincono alla grande. La prima chiamata del mattino nel 24% dei casi va ai genitori, nel 15% a moglie o marito e nel 19% a fidanzato o fidanzata. Poi vengono gli amici del cuore (5%), che però recuperano posizioni quando si tratta di fare una telefonata per tirarsi su il morale (la scelta sale al 21%).

Sulla capacità di rinunciare per un periodo più o meno lungo al nostro cellulare gli intervistati danno risposte che non paiono coincidere con la realtà dei fatti (cioè le 6 ore e mezzo di uso quotidiano). Infatti solo un 18% dice di poter resistere senza curiosare tra messaggi e altro per meno di un ora seguito da un 19% che dice tra 1 e 2 ore. Poi si sale col distacco (dal cellulare) con un 28% che vanta di poter resistere tra 3 e 6 ore, un 13% tra 6 e 12 ore e un 21% tra 12 e 24 ore.

L’indagine di Italiani.Coop e Coop Voce esplora poi altri due aspetti importanti. Uno riguarda l’evoluzione futura e cioè se tra 10 anni gli utenti attuali pensano di avere ancora in mano uno smartphone: il 56% ne è sicuro (più un 38% che pensa sia probabile), immaginando dunque una vita ancor lunga per questo tipo di apparecchi, anche se un 85% pensa che in futuro avranno uno schermo flessibile e più grande (80%).

Sul tema del ricambio dell’apparecchio attualmente in uso (che per il 94% di intervistati ha meno di 3 anni di vita), un 16% pensa che lo cambierà entro 6 mesi e un 33% entro 1 anno. L’ennesima conferma che il mondo va veloce e anche gli utenti vogliono stare al passo.

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