Si chiama Seabin ed è una specie di cestino capace  di catturare i rifiuti di plastica che galleggiano nell’acqua (e tutti ben sappiamo quanta ce ne sia in giro di questa indistruttibile nemica dell’ambiente). Si tratta di un dispositivo capace di raccogliere in un anno in media oltre 500 chilogrammi di rifiuti, comprese  microplastiche e microfibre, ma il primo Seabin installato lo scorso anno da Coop nel porto di Genova, presso la Marina di Sestri Ponente, complice un posizionamento particolarmente favorevole, è arrivato a raccogliere più di 1700 chili di rifiuti in 12 mesi.

Sull’onda di questi risultati, e nell’ambito del suo impegno per ridurre il consumo di plastica, Coop ha deciso di rilanciare. Così, partendo da quest’estate 2020, assieme a Lifegate (società che sviluppa progetti legati alla sostenibilità ambientale), ha iniziato l’installazione di altri 25 Seabin in altrettante località italiane: da Genova si è passati a Firenze (sull’Arno nella sede del circolo canottieri). Poi di nuovo a Genova (per una seconda installazione), quindi Pescara e a seguire il Lago Maggiore in Piemonte, Castiglione della Pescaia, Livorno, Brindisi, Milano, Trieste, Ravenna, Venezia, Milazzo e Rimini (e altre mete che seguiranno) in un ideale  giro d’Italia virtuoso che si concluderà nella stagione estiva 2021, coinvolgendo mari, fiumi e laghi.

Per chi ancora non lo conosce, il Seabin è una soluzione efficace ed efficiente: galleggiando a pelo d’acqua, “cattura” i rifiuti che incontra, dai più grandi fino alle microplastiche, mentre una piccola pompa espelle l’acqua filtrata. È in grado di lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, pompa fino a 25.000 litri d’acqua all’ora e necessita di periodici interventi di svuotamento e pulizia.    

Un solo dato è sufficiente per chiarire la necessità di simili interventi di pulizia nelle acque dolci e salate; l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha dichiarato nel suo ultimo report che nel solo Mediterraneo quasi 50.000 esemplari di pesci di 116 specie diverse hanno ingerito plastica.

«La pandemia vissuta in questi mesi ci ha insegnato che la natura può pensare più in grande di noi e delle nostre abitudini – spiega Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate – Per questo è indispensabile lavorare per un’economia rispettosa e anche rigenerativa degli ecosistemi che abbiamo rovinato. La collaborazione tra Coop e LifeGate va in questa direzione e speriamo possa ispirare le aziende che oggi ragionano su una nuova ripartenza».
Ricordiamo che, già dal 2018, Coop ha rilanciato il suo storico impegno  sui temi della sostenibilità ambientale e in particolare della riduzione della plastica (ne parliamo anche a pagina 26). L’insieme delle azioni e degli impegni Coop mira a raggiungere per il 2025 un risparmio totale di plastica vergine stimato di 6.400 tonnellate annue, corrispondenti al volume di circa 60 Tir grazie.

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