E’ in arrivo la primavera: perché non aggiungere alle piante ornamentali che abbiamo curato fino ad ora anche un orto casalingo? Si può fare! In terrazzo o in balcone, il gesto di accudire la vegetazione, se integrato nella nostra routine quotidiana, può diventare una forma di cura di noi stessi, quasi una modalità di meditazione: mentre ci dedichiamo alle piante sembra quasi che siano loro a prendersi cura di noi. Inoltre coltivare il proprio cibo, anche delle semplici insalatine fresche, anche solo qualche pianta aromatica, può essere profondamente soddisfacente.
Quindi, in virtù di queste premesse e specie in questi tempi pandemici, vale la pena colonizzare di vegetali gli spazi della nostra casa che lo consentono e – ora che sta arrivando la bella stagione – anche gli spazi esterni. I soliti gerani vanno bene, ma potremmo affiancarli a un vero e proprio orto da progettare e far crescere negli spazi disponibili anche di un’abitazione di città. Balcone, terrazzo, o addirittura anche solo un davanzale. In questo percorso ci faremo aiutare da una vera appassionata della materia, Simonetta Chiarugi, che dal suo profilo Instagram e dal suo blog Aboutgarden dà consigli e idee su come coltivare piante, orti e giardini. Attività che in tutto il 2020 e anche in questi primi mesi del 2021 stanno conoscendo un vero e proprio boom: gli appassionati di giardinaggio sono passati da 16 a 19 milioni, una quota pari al 39% della popolazione italiana. È quanto emerge da un approfondimento sul gardening realizzato da Nomisma nell’ambito dell’Osservatorio “The world after lockdown”. Su un campione di 1.000 italiani responsabili degli acquisti (18-65 anni), la quota di chi ha scoperto di avere il pollice verde è aumentata in maniera esponenziale.
«Ma il pollice verde non esiste – spiega Simonetta Chiarugi – perché le piante prosperano con una precisa modalità di cura che forse abbiamo riscoperto in questi mesi: cioè attenzione e tempo dedicato. E volendo passare dalle piante ornamentali in casa alla coltivazione orticola in spazi ristretti chiariamo che sarà divertentissimo, anche per i bambini, ma certo non ci sfameremo la famiglia. È comunque una grande lezione di vita».

Una grande lezione di vita, è vero: perché occuparsi delle piante di casa aiuta ad instaurare una relazione anche col verde negletto dell’aiuola della nostra città. Ci rende interessati anche alla salute della quercia del parchetto dove giocano i bambini. E in generale ci fa capire l’importanza del verde urbano, che migliora l’umore e mitiga l’inquinamento dell’aria, il livello di caldo e rumore, e contribuisce ad abbattere CO₂. Da dove cominciare allora per costruire il nostro orto casalingo? «Senz’altro dai contenitori che devono essere abbastanza grandi e preferibilmente di plastica, per non appesantire troppo il balcone. Molte aziende ne propongono alcuni già dotati di tralicci, visto che molte piante da orto sono rampicanti. E poi non si può prescindere da un terriccio di ottima qualità e da un buon concime rigorosamente biologico, dal momento che stiamo parlando di piante edibili».

Per quanto riguarda le piantine, meglio concentrarsi su varietà di taglia piccola: «Cerchiamo di coltivare pomodori ciliegini, o il fantastico pomodorino ribes», conferma Simonetta. Le aziende florovivaistiche, annusato il boom dell’orto in casa, stanno in effetti proponendo nuovi ibridi di taglia piccola e soprattutto rifiorenti, un’altra caratteristica che la nostra esperta consiglia.
Dovremo poi analizzare l’esposizione del nostro balcone: se è prevalentemente all’ombra sarà il caso di concentrarsi su bietole e insalate; se invece si ha la fortuna di avere un buon soleggiamento ci si può davvero scatenare: pomodorini, zucchine, fagiolini… «E alla base di queste nostre piantine – spiega Simonetta – mettiamo dei fiori: sono sia belli che funzionali, perché tengono umido il terreno. Quindi piantiamo tageti vicino ai pomodori, ad esempio, che tra l’altro proteggono il terreno dai nematodi, parassiti che si nascondono nel terriccio e che attaccano le radici delle piante. Ma vanno bene anche i nasturzi capucine, che hanno tra l’altro la caratteristica di essere edibili»

Le piante di cui non fare mai a meno nel nostro orto casalingo? Dipende dai nostri gusti, dall’ampiezza dello spazio e dall’esposizione, si diceva, ma ecco la “top ten” della nostra esperta: «Bietole dalla costa colorata, che sono anche decorative. Insalata da taglio, come lollo o valeriana, che si possono tagliare e veder ricrescere. Pomodori ciliegino o pachino o ribes, una varietà antichissima e dolcissima, davvero bella. Non può mancare una pianta di zucchine. I fagiolini rampicanti, bellissimi perché si raccolgono ma continuano a riprodursi fino a fine stagione. E poi, ovviamente, le aromatiche: non possono mancare basilico, erba cipollina e prezzemolo».
Non faremo abbuffate, col raccolto del nostro orto casalingo, ma un paio di coppe di macedonia forse riusciremo a ricavarne: in questo caso il consiglio di @aboutgarden è di scegliere piante come il ribes, “che è molto decorativo ed è anche facile da coltivare, e poi mettiamo delle fragoline di bosco, davvero saporite e belle”. Quanto agli attrezzi, «una cesoia è per sempre», chiosa Simonetta, perciò deve essere di ottima qualità, ben affilata. Poi una buona paletta di ferro o di acciaio, e un rastrellino, per tenere pulito il terreno. Infine un impianto di irrigazione a goccia. Si potrà sempre annaffiare manualmente, alla sera, ma senza impianto di irrigazione sarà difficile allontanarsi per le vacanze… Quando si potrà ripartire.
Infine, sapevate che è possibile coltivare numerosi ortaggi a partire dagli scarti? Conservate la base della lattuga, dei cipollotti, del sedano e dei porri, le patate germogliate. Le potrete interrare in vaso ed assistere alla nascita di nuove piantine.

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