Con i loro testi generazionali, una maniera lieve di raccontare storie apparentemente banali, consumate tra la scuola e la propria casa, Thegiornalisti sono velocemente diventati la voce pop di un mondo giovanile smarrito eppure in continuo cambiamento. Da poco è uscito il loro ultimo album, “Completamente Sold Out”. Tommaso Paradiso, il cantante del gruppo, ha parlato con la nostra rivista delle sue recenti passioni culturali, di ciò che ha ascoltato, letto e guardato.

Tommaso, iniziamo con i dischi?
Il primo consiglio riguarda l’ultimo disco del gruppo che avete  intervistato il mese scorso, L’amore e la violenza dei Baustelle. Un album sui riti di passaggio, ricco di armonie romantiche che parlano di oggi a volte con una forma che appartiene al passato. Affascinante! Poi Junkdegli M83. Il pop come deve essere oggi. Canzoni che ti conquistano, ampie, con la lingua francese che aggiunge un tocco insuperato di erotismo. E Walls dei Kings of Leon. Grezzi, spontanei, di loro mi piace sia la musica che il modo in cui vestono.

E i libri? Cosa hai letto di recente?
Dico subito Il cartello di Don Winslow. Questo libro è un capolavoro, una saga che non vorresti mai smettere di leggere, piena di verità che invece vorresti che non esistessero. Un romanzo su una guerra persa in partenza. Poi Lui è tornato, di Timur Vermers, da cui è stato tratto un film. Cosa succederebbe se Hitler tornasse e diventasse un comico televisivo perché nessuno crede che sia davvero lui? Infine, La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker. Un intreccio, una bella storia che mi ha costretto a leggerlo velocemente. Non riuscivo a lasciarlo.

Chiudiamo con i film…
So di non essere originale dicendo che da qualche anno preferisco le serie ai film. Appena ne scopro una, anche in ritardo, devo guardarla tutta di seguito. È successo con Breaking Bad, vista da poco, una vera immersione nei pensieri del protagonista. Ma la più bella, per me, è Sons of Anarchy, una folle storia di motociclisti giustizieri che ti confondono, se possibile, ancora più le idee su chi siano i buoni e chi i cattivi. Amo anche Games of Thrones, perché è una sorta di vertiginoso concentrato di tutti i vizi capitali, c’è la lussuria, la promiscuità, l’omicidio come maniera di risolvere le contrapposizioni. Sin troppo attuale.

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