Romantici e oscuri, melodici ma capaci di ricostruire atmosfere che ci riportano al clima dei noir italiani degli anni 70, i Baustelle hanno appena pubblicato il loro nuovo album, L’amore e la violenza. A pochi giorni dalla partenza di un lungo tour di presentazione del disco, il gruppo, guidato dal cantante Francesco Bianconi, ha risposto alle domande di Consumatori

Francesco, quali i tre album più ascoltati dai Baustelle nei mesi recenti?
Blackstar di David Bowie: Un ascolto non facile, ma una goduria per le orecchie di chi ancora crede che la musica pop possa essere prodotta con creatività e coraggio.

Hippie Dixit di Amerigo Verardi: L’ultimo viaggio psichedelico (nel senso più totale e nobile del termine) del primo produttore artistico dei Baustelle. Gli dobbiamo davvero tanto e fa piacere ritrovarlo in giro con un disco così ispirato.

Front Row Seat to Earth di Weyes Blood: Una voce antica per uno dei dischi più sinceri del 2016. Un incrocio incredibile fra Judee Sill, Joan Baez e Karen Carpenter.

E i libri? Cosa avete letto di recente?
Superonda di Valerio Mattioli: Finalmente qualcuno si prende la briga di raccontare la bellissima storia dei tesori nascosti della musica pop italiana, dal Morricone sperimentale dei film gialli alle Stelle di Mario Schifano, dal Battiato di Fetus ai dischi della Cramps, praticamente tutto quello che il mondo ci invidia e noi non riusciamo ancora ad apprezzare.

Morricone, Inseguendo quel suono di Ennio Morricone: L’autobiografia di un maestro, che da sempre è anche una nostra grande influenza. Il libro è ricco di aneddoti interessanti e riesce a parlare di musica scendendo anche in profondità.

Teneri violenti di Ivan Carozzi: Lo sguardo visionario e originale sugli anni di piombo di uno dei nostri scrittori preferiti. Il titolo sarebbe stato perfetto anche per il nostro ultimo disco.

Chiudiamo con i film…
Più che i film, abbiamo consumato molte serie tv come The Young Pope, di Paolo Sorrentino. Sorrentino è uno dei nostri registi preferiti e conferma il suo grande talento visionario anche nel formato serie televisiva.

Poi Stranger Things, che è il racconto avvincente e commovente di un gruppo di adolescenti nell’era pre-internet. Intelligente inno agli anni Ottanta e formidabile colonna sonora con synth analogici.

Per il cinema, consigliamo, One More Time with Feeling di Andrew Dominik. Uno spaccato lacerante sull’anima nera di un grande cantautore, Nick Cave, mai così a nudo.

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