Due album due Premi Tenco, Miglior disco d’esordio per il suo “La fine dei vent’anni”, miglior lavoro dell’anno per il secondo “Vivere  morire”. Riconoscimenti che testimoniano la creatività di Francesco Motta, esponente molto amato della nuova canzone d’autore italiana, che questo mese ci ha raccontato i suoi consumi culturali.

Francesco, quali film e serie ti hanno più affascinato di recente?  Non essere cattivo, l’ultimo lavoro di un regista libero e troppo a lungo dimenticato, Claudio Caligari. “In principio fu Amore Tossico”, film cult di cui “Non essere cattivo” è prosecuzione ed evoluzione. Risultato, un film che è un pugno al cuore, sa essere crudele, ma nasconde speranza.

Utopia, serie tv ideata da Dennis Kelly. Le serie tv sono diventate a tutti gli effetti dei capolavori del cinema moderno, a mio parere soprattutto quelle britanniche. Questa in particolare è fra le mie preferite: un thriller cospirativo da vedere assolutamente.

Bodys,ong di Simon Pummell. Un docu-film sulla storia dell’umanità: utilizzando esclusivamente immagini di repertorio, questo film è riuscito a trascinarmi e a stimolarmi nella scrittura in un modo incredibile.

E i libri? Cosa hai letto di recente? Peter Pan nei giardini di Kensington. Peter e Wendy, di James M. Barrie La vera storia di Peter Pan è molto differente dall’idea che ci siamo fatti dai cartoni animati che abbiamo visto quando eravamo bambini. Riscoprirla è stato bellissimo. Una storia incredibilmente dark.

Silenzio, di John Cage. Un libro basato sulla ricerca di una delle persone più influenti della musica contemporanea. Centrale nel testo è l’approfondimento dell’ opera 4’33 composta da Cage nel 1952, in cui lo spartito dà istruzione all’esecutore di non suonare per l’intera durata del brano nei tre movimenti.

Vista con granello di sabbia, di Wisława Szymborska. Una selezione di poesie che ripercorre l’opera della poetessa polacca, Premio Nobel nel 1996. Le sue poesie hanno una grande forza: la semplicità linguistica, l’utilizzo dell’ironia e del paradosso le rendono piacevolmente leggibili, nonostante trattino temi esistenziali e filosofici, anche da un pubblico non avvezzo alla lettura, come me.

Poi naturalmente, c’è la musica… Il primo dei dischi che consiglio ai lettori di Consumatori è 1984 di  Salmo. Questo disco è riuscito ad avvicinarmi ad un mondo musicale apparentemente distante dal mio, ma che in realtà ha moltissimi punti in comune.

Poi Clandestino di Manu Chao. Fra i dischi migliori degli ultimi 20 anni. Un immaginario unico, grazie alle suggestioni di questo album mi sono avvicinato alla musica africana.

Infine Gainsbourg Percussion di Serge Gainsbourg. Ho scoperto Gainsbourg da poco e me ne sono innamorato al primo ascolto. L’utilizzo che fa delle percussioni è molto attuale nonostante il disco sia del 1964. Uno dei pochi album che riesco ad ascoltare in qualsiasi momento della giornata.

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