Librerie_coop.jpgQuaranta librerie aperte in 10 anni di vita, una presenza in tante regioni italiane e nelle più importanti città (da Roma a Milano, da Bologna a Genova, da Firenze a Torino), un fatturato superiore ai 30 milioni di euro che nel 2015 è accompagnato da un significativo segno più (perché in controtendenza rispetto al resto del mercato), una intensa attività di presentazione di volumi, di incontri con autori e di presenza a manifestazioni e festival nei quali in qualche modo il libro è protagonista.

Sono cifre e dati che parlano da soli e che confermano come Librerie.Coop sia ormai diventata una presenza significativa nel panorama nazionale, una scommessa non semplice soprattutto perché nata e vissuta in anni di difficile crisi per il paese e per il settore editoriale e librario.

“La sfida lanciata dieci anni fa – spiega la presidente di Librerie.Coop, Nicoletta Bencivenni – era quella non solo di vendere dei libri, cosa che Coop faceva già nei suoi ipermercati, ma di dare vita ad una rete di luoghi di aggregazione che promuovessero la lettura, che fossero occasioni di incontro con gli autori. In sostanza l’ambizione era quella di divulgare cultura, di dare opportunità alle persone e alle comunità. In questo senso si tratta di un proseguimento naturale di una parte di quelle stesse motivazioni che sono alla base dell’attività della cooperazione di consumatori e cioè dare risposte ai bisogni, avere un legame con i territori e promuovere la crescita dei soci”.

Certo la sfida non è stata semplice e non può dirsi vinta una volta per sempre, visto l’andamento del mercato librario italiano , ma ormai la realtà delle Librerie.Coop è davanti agli occhi di tutti. “Davvero sono anni difficili e complicati – prosegue Bencivenni – in un paese che non legge molto e anche per l’impatto che i cambiamenti legati al mondo digitale e al web hanno su questo settore. Costruire un equilibrio economico nella gestione è un obiettivo fondamentale. Per questo occorre fare passi commisurati alle proprie possibilità. Chiarito questo, andiamo avanti, anche grazie alla passione e alla competenza dei nostri librai: quest’anno abbiamo aperto nostri nuovi negozi a Genova nel porto antico e nel centro commerciale di Guidonia, vicino a Roma. E da dicembre siamo presenti anche nel negozio FiorFood che Nova Coop ha aperto nel centro di Torino”.

Esperienze e soluzioni diverse dunque, prevalentemente dentro a centri commerciali, ma anche nei centri storici delle città, a volte in coabitazione con negozi Eataly, abbinando così il cibo e la lettura.

“Siamo una catena indipendente, nel senso che non siamo anche editori, come avviene invece per le catene più importanti come Mondadori (che ha 560 punti vendita), Feltrinelli (120 punti vendita) o Giunti (180 punti vendita) – spiega ancora Bencivenni -. Dunque la nostra prima preoccupazione è offrire ai nostri clienti una scelta ampia di titoli che abbia come primo criterio quello della qualità. Oggi il mercato dei lettori apprezza questa impostazione e non a caso le librerie indipendenti sono quelle che hanno risultati migliori”.

La panoramica sull’attività di Librerie.Coop si chiude con un invito, tanto semplice quanto convinto: “Vorrei proprio – conclude Bencivenni – che già a partire da questo Natale ci fosse una riscoperta del valore del libro come regalo che ha un pregio straordinario. Gli anni di crisi che abbiamo vissuto forse ci hanno fatto dimenticare che dentro a un libro ci sono tante vite, ci sono orizzonti nuovi che si aprono. E di questo abbiamo tutti un gran bisogno”.

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