A esprimere forti preoccupazioni per le modalità con cui questa lunga fase di passaggio al mercato libero potrà svolgersi sono un po’ tutte le associazioni di consumatori. Il timore per comportamenti scorretti e pratiche aggressive degli operatori sono il primo aspetto, su cui si chiedono controlli e attento monitoraggio. Ma non c’è solo questo.

«Stiamo già assistendo a una “battaglia” senza esclusione di colpi da parte di venditori nuovi per trovarsi al 1° luglio 2019 ben posizionati nel mercato libero e per consolidare la loro capacità di vendita – spiega  Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale – L’oggetto del desiderio resta, sempre e comunque, il consumatore, al quale, già da tempo, viene offerto un contratto con risparmi spesso non realistici e/o con tempistiche discutibili. Come Adiconsum, consapevoli delle condizioni di obiettiva difficoltà in cui versa il consumatore non ancora completamente informato di quello che rappresenta il mercato libero, intensificheremo le iniziative sul territorio per fornire le indicazioni necessarie ai cittadini per attrezzarli ad una scelta consapevole.

Ma ci sono alcuni punti – prosegue De Masi – su cui è necessario che le Autorità preposte cerchino soluzioni volte, da un lato ad accompagnare, con le garanzie necessarie, il passaggio al mercato libero e dall’altro a una migliore tutela dei consumatori anche nel mercato libero. Occorre innanzitutto assicurare una gestione sicura e trasparente dei dati degli utenti; poi c’è da aumentare il bonus sociale e renderlo facilmente esigibile alle famiglie incapienti, che sono oltre 5 milioni; occorre fare in modo che le offerte “Placet”, previste dall’attuale normativa, abbiano caratteristiche simili a quelle che hanno connotato il mercato di maggiore tutela; pensando alle aziende sono da prevedere criteri stringenti per essere inseriti nell’“albo” dei venditori e occorre obbligare gli operatori di mercato alla stipula di fidejussioni proporzionate al numero di clienti serviti. Riteniamo che i consumatori siano da garantire in caso di fallimento di imprese venditrici, affinché i costi non vengano scaricati nelle fatture di coloro che hanno già correttamente pagato, come, purtroppo, è già accaduto. Infine, oltre a promuovere una campagna formativa e informativa istituzionale, riteniamo sia da definire rapidamente la normativa per la costituzione dei gruppi di acquisto».

Contenziosi e reclami In caso di controversie con il proprio gestore per le quali non si arrivi a un chiarimento o ad una  soluzione, il cittadino, oltre alle associazioni dei consumatori (come Adiconsum o Federconsumatori), può rivolgersi all’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che ha istituito un apposito “Sportello per il consumatore” che risponde al numero verde 800.166.654 attivo dalle 8.00 alle 18.00, dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi.
Sempre l’Arera ha un servizio di conciliazione gratuito, accessibile dopo che il reclamo al fornitore non è stato risolto. Per ulteriori informazioni www.arera.it/it/consumatori/conciliazione.htm

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