Condizionatore_aria.jpgPer il “clima”, nel senso di climatizzazione, il 2014 non è stato un anno favorevole. L’intero comparto “trattamento aria” (che comprende condizionatori, raffrescatori, ventilatori, ecc.) ha subito un contraccolpo nelle vendite dovuto certamente all’estate insolitamente mite, ma anche e non secondariamente a una minore disponibilità di denaro nella gente che ha inciso soprattutto nelle vendite degli impianti di climatizzazione fissi, quelli che richiedono un maggiore investimento e pianificazione nel tempo.

Ciò significa che troveremo quest’anno i “nuovi arrivi” ad estate inoltrata, ma grosse novità non se ne prevedono comunque, almeno per i climatizzatori.

Condizionatori. La prima distinzione che li riguarda è sempre quella tra split fissi con compressore esterno e una, o più, unità interne (multi-split) a parete; e i portatili (monoblocco o anch’essi split, cioè con il motore piazzato fuori in modo da ridurne la rumorosità). Questi ultimi necessitano di un tubo che passa per una finestra aperta (con inevitabile dispersione) o un apposito foro per espellere l’aria calda “scambiata” con la fresca.

In commercio ci sono apparecchi fissi o portatili split con tubi anche più stretti, di pochi centimetri, per i centri storici o le aree vincolate, ma si tratta generalmente di di prodotti di alta gamma.

Per quanto riguarda il dimensionamento e quindi la scelta del “clima” da acquistare in base all’immobile dove verrà collocato, la questione è complessa. Bisognerebbe tenere conto di vari fattori (esposizione, spessore dei muri, finestre, fonti di calore extra, latitudine dell’immobile, ecc). A occhio e croce servono circa 100 Btu (British thermal unit) a metro cubo per il freddo e circa 150 Btu per il caldo. Attenzione, metri cubi e non quadrati.

Ci sono modelli di clima che servono solo per rinfrescare e altri, con pompa di calore, soggetti a incentivazione fiscale (vedi box) che permettono anche di riscaldare l’aria d’inverno. Sempre più diffusi sono gli “inverter” che mantengono stabile la temperatura con costi energetici anche qui più ridotti.

Deumidificatori. Diverso, anzi opposto è il discorso relativo ai deumidificatori. Che ormai non sono più prodotti esclusivamente stagionali: al pari delle asciugatrici, vengono ricercati un po’ tutto l’anno essendo l’umidità una costante delle nostre giornate. Per entrambi il mercato mostra un segno positivo.

Come orientarsi nella scelta di un deumidificatore? Bisogna considerare anzitutto quanti litri di acqua riesce ad estrarre in un ciclo di 24 ore. Un deumidificatore con capacità di 10 litri riesce a deumidificare, a spanne – e considerando un’umidità relativa dell’80% – un ambiente di circa 30 metri quadrati, uno di 20 litri un ambiente di 60 metri quadrati e così via. L’umidità estratta viene raccolta in una vaschetta che va svuotata frequentemente. Chi imposta e mantiene l’umidità desiderata è una valvola chiamata umidostato.

Purificatori d’aria. Sempre in tema di cambiamenti climatici e… di abitudini di acquisto, c’è un elettrodomestico che sta suscitando un crescente interesse sebbene non faccia grandi numeri e l’aria la smuova sì (come un piccolo ventilatore) e la ripulisca da odori e corpuscoli, ma non si può dire che abbassi la temperatura di casa. È il purificatore d’aria. Nella versione a torre oscillante o da parete, è dotato di filtro Epa o di altro genere in grado di trattenere polvere, pollini e fumo ed è accessoriato spesso con un sistema a raggi Uv in funzione antibatterica.

Il suo interesse è legato all’aumento delle persone sofferenti di asma, allergie e altri problemi respiratori. Un altro motivo per avercelo in casa è per difendersi dallo smog almeno all’interno delle quattro mura domestiche o nei luoghi di lavoro.

Alcuni modelli oltre al filtro Hepa (che va lavato e sostituito periodicamente, in ragione dell’utilizzo che se ne fa) includono un circuito ionizzante per rinforzare l’effetto anallergico.

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