Con la pubblicazione avvenuta in Gazzetta Ufficiale a fine febbraio è entrato in vigore il decreto che introduce l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della materia prima per quanto riguarda i derivati del pomodoro. Parliamo dunque di prodotti di larga diffusione come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse che contengano, per almeno il 50%, derivati del pomodoro.

In etichetta devono essere indicati esplicitamente il nome del paese di coltivazione del pomodoro ed il nome del paese di trasformazione, ovvero dove è stato lavorato. Rispetto a queste “novità” è bene ricordare che Coop indica da sempre in etichetta il nome del produttore e l’indirizzo dello stabilimento di lavorazione.

Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia“. Le informazioni devono  essere ben chiare e visibili ed indelebili.

Questo decreto rimarrà in vigore fino alla piena attuazione del regolamento dell’Unione europea n. 1169 che si occupa della stessa materia.

Il ministero delle Politiche agricole e forestali italiano ha comunque deciso di non aspettare l’Unione Europea proprio perché “oltre l’82% degli italiani considera importante conoscere l’origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per i derivati del pomodoro”. Il dato è emerso dalla consultazione pubblica online cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini.

Di questa sensibilità del consumatori Coop è ben consapevole. Del resto quasi 30 anni fa ha iniziato ad implementare un approccio di filiera che garantisse le maggiori informazioni e la massima trasparenza.

E proprio grazie a un lavoro svolto su tutti i passaggi della filiera è stato possibile, già dal 2014, sulla base di una decisione volontaria di Coop (e ben prima che lo imponesse la normativa), garantire l’origine italiana del nostro pomodoro. Tutti i dati sono disponibili sulle pagine www.e-coop.it/cooporigini e www.e-coop.it/catalogo-prodotti (in più c’è anche una apposita app). Inoltre già da alcuni anni in caso di materia prima italiana, questa informazione viene evidenziata anche sulla confezione (con il bollino indicante “Pomodoro 100% italiano”).

Tutti i derivati del pomodoro a marchio Coop (che coinvolgono 5 fornitori e oltre 1.200 aziende agricole) oggi appartengono alla nuova linea Origine che include una serie di prodotti provenienti da filiere certificate (da due enti terzi indipendenti). I controlli iniziano dalla raccolta nei campi e vanno sino alle fasi di lavorazione successiva. I derivati del pomodoro infatti sono tra le merceologie più soggette a scandali alimentari (frodi, contraffazioni, sofisticazioni, abusi, ecc.). Attraverso un controllo rigoroso su queste filiere produttive (dalla selezione accurata dei fornitori, agli impegni contrattuali specifici, fino alle verifiche e analisi lungo tutta la filiera, anche quelle a monte), Coop si pone l’obiettivo di offrire al consumatore la massima sicurezza, qualità ed eticità.

Cosa che si traduce nella garanzia di pomodoro 100% italiano, controllo sui diritti dei lavoratori estesi fino alla raccolta in campo, metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente, conoscenza della filiera e residui chimici inferiori del 70%.

Anche le conserve di pomodoro sono prodotti fortemente coinvolti in tema etico e di legalità. Grazie alla certificazione SA8000, queste filiere  vengono monitorate fino al campo, con verifiche ispettive che prevedono controlli non solo sulle parti documentali ma intervistando anonimamente anche i lavoratori impiegati.

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