La cooperazione di consumo ha al centro le persone con i loro valori e i loro bisogni: oltre otto milioni di soci, 50.000 occupati e più di un milione di soci prestatori. Non bisogna mai dimenticare questo nel fare impresa, con quel tratto d’integrazione fra generazioni che ci è proprio. Noi non siamo semplicemente un’impresa della grande distribuzione. È importante averlo ben presente quando si tracciano le linee guida per il nostro lavoro dei prossimi anni. Dopo l’assemblea di Firenze del 2015, dove abbiamo ridato in modo unitario una funzione all’Associazione nazionale cooperative di consumo (Ancc), con l’assemblea del 6 e 7 dicembre scorso a Roma abbiamo accelerato il processo unitario su obiettivi precisi». Parole di Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop che commenta così i risultati dell’assemblea di Roma.

«Le esigenze dei soci – continua Bassi – vanno dalle questioni più strettamente legate ai consumi al tema della convenienza, che, in tempi di ripresa che stenta a decollare, resta una delle preoccupazioni principali delle famiglie italiane. La Coop negli scorsi mesi si è impegnata con convinzione su campagne consumeristiche, come quelle legate alla legalità e alla lotta al caporalato e alla riduzione degli antibiotici nelle carni a marchio. Ma ci siamo occupati anche delle emergenze sociali come la violenza sulle donne e la necessità di portare aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto, a cui la cooperazione ha teso la mano per la ricostruzione di scuole e strutture sanitarie. Tutti temi su cui la cooperazione si conferma portatrice di valori, di opportunità di lavoro, di difesa dei redditi e di esperienza di solidarietà e di attenzione costante alla salute e all’ambiente. Si sono anche realizzate importanti aggregazioni come Alleanza 3.0, una cooperativa al posto di tre, e ci siamo impegnati in modo unitario a sostegno di importanti ristrutturazioni come quella di Unicoop Tirreno».

A Roma c’è stata un’importante partecipazione esterna all’assemblea. Chi è intervenuto e quali sono le priorità per i prossimi mesi? «Hanno partecipato rappresentanti delle autorità civili e religiose, delle forze politiche, del mondo associativo, dei sindacati e del terzo settore. Siamo stati soddisfatti di questa attenzione. Come Ancc abbiamo evidenziato le priorità su cui lavorare nei prossimi mesi: la partecipazione e la democrazia nelle cooperative di consumo, sempre più alle prese con  il processo di invecchiamento della base sociale; la questione del lavoro e di come cambia il commercio, anche nel confronto con l’online; la visione imprenditoriale, che va sviluppata mettendo al centro la rilevanza della redditività della gestione commerciale; il tema del prestito sociale e il futuro della struttura associativa, quindi la rappresentanza.
In più a Roma abbiamo ragionato, grazie a contributi esterni e degli stessi presidenti delle cooperative anche dei cambiamenti del mercato, degli stili di vita e di consumo degli italiani perché vogliamo mettere in campo strategie per fornire a soci e clienti un servizio sempre migliore e innovativo e per esercitare l’attività d’impresa e la funzione associativa nel modo migliore. In questa ottica, nel 2016 abbiamo lanciato Italiani.coop, l’osservatorio della cooperazione di consumo per approfondire come cambia la società»

Quali prospettive ci sono per il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti Coop? «Nonostante lo sciopero proclamato a ridosso dello scorso Natale, tutti i punti vendita sono rimasti aperti e le cooperative sono riuscite a garantire comunque a soci e clienti il servizio. Nelle prossime settimane continuerà il nostro impegno per dare un contratto ai lavoratori della distribuzione cooperativa che sia adeguato, che garantisca i diritti dei lavoratori, la salvaguardia dell’occupazione e tenga conto della situazione competitiva e dell’equilibrio dei conti economici».

Quali sono gli obiettivi politici raggiunti in questa legislatura e su quali temi inizierete il confronto dopo le elezioni di marzo? «Nella legislatura appena conclusa sono tre i provvedimenti su cui il Parlamento ha recepito le nostre richieste. Innanzitutto la nuova normativa sul prestito sociale, che stabilisce maggiori garanzie per i soci prestatori, parametri più restrittivi per la raccolta, anche rispetto al patrimonio, e maggiore trasparenza, il tutto confermando la validità di questo istituto. Poi la legge sullo spreco e quella contro il caporalato in agricoltura, due temi su cui siamo impegnati da sempre, che rappresentano due battaglie di civiltà. Nel confronto con il governo che ci sarà dopo le elezioni, partiremo da due questioni importanti: la concorrenza, chiedendo procedure più ampie, ad esempio nel settore dei farmaci; e le aperture domenicali, su cui riteniamo indispensabile che ci sia maggiore omogeneità e una normativa nazionale capace di sposare esigenze dei consumatori e dei lavoratori».

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