"Le due ruote cresciute del 20%"
Intervista al professor Federico Rupi che studia la mobilità nel nostro paese

"Non c’è dubbio: la crisi economica e l’aumento del costo dei carburanti stanno cambiando radicalmente le scelte di mobilità degli utenti dei trasporti". Parola di Federico Rupi, docente al settore trasporti del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e dei materiali dell’università di Bologna. E secondo il professore questo cambiamente radicale si chiama bicicletta. "In particolare parto dalla situazione di Bologna, anche perché come università monitoriamo per conto del Comune le piste ciclabili per poterle rendere più sicure e fruibili, ma credo che lo stesso fenomeno si sia verificato anche in altre grandi città: il trasporto su due ruote – cicli e motocli – è aumentato del 20% in due anni. Nello stesso tempo, a livello nazionale, il traffico su gomma in autostrada è diminuito in un anno del 10%, mentre sono aumentati del 7% i passeggeri sui treni ad alta velocità. Insomma è chiaro che una quota della mobilità sta abbandonando le quattro ruote. 
A
llora, professore, tutti in bici?
Per forza, anche perché il trasporto pubblico su gomma e in sede promiscua non può, più di tanto, migliorare le sue prestazioni, né andare oltre quei 13 chilometri orari di velocità commerciale che li rendono addirittura più lenti delle biciclette. Intendiamoci: nella maggiore parte delle città medio-grandi i trasporti pubblici hanno prestazioni di buona qualità e a un prezzo economico, nonostante gli ultimi aumenti. Il paradosso è che non tutta la domanda di diversa mobilità rispetto all’automobile si è trasferita su cicli e motocicli, dunque il mezzo pubblico su gomma avrebbe buon gioco aumentando la sua offerta: invece quasi ovunque la sta diminuendo, riducendo le corse e aumentando le tariffe. 
Adesso qual è la quota media di spostamento col mezzo pubblico?
Teniamo presente che grazie ai dati dell’ultimo censimento avremo la fotografia più aggiornata della mobilità italiana, ma diciamo che mediamente in Italia si muove col mezzo pubblico il 25% delle persone.
Che tipo di mobilità cittadina emergerà da questa situazione di crisi?
Sempre di più l’integrazione modale. Non esiste un mezzo di trasporto in grado di soddisfare sempre le esigenze di tutti… perciò dobbiamo abituarci a convivere con varie modalità. Una convivenza che non può che passare attraverso il rispetto delle regole da parte di tutti i soggetti della strada, pedoni e biciclette compresi. 
Cosa potrebbe fare un amministratore per trasformare in un’opportunità di miglioramento ciò che potrebbe essere un effimero cambiamento dettato dalla crisi?
Se ci fossero i soldi direi di costruire una metro, perché il trasporto nel sottosuolo è l’unico competitivo e libererebbe grandi spazi. Ma visto che i soldi per le metro non ci sono, pensiamo almeno a migliorare la rete delle piste ciclabili. Rendendole più sicure convinceremo anche quelli che non usano le due ruote a inforcarle.

 



Silvia Fabbri

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