Applicare, in maniera trasparente e rigorosa, un principio di sostenibilità e tutela dell’ambiente, attraverso una campagna il cui slogan è: “Hai mai pensato a quanta strada deve fare l’acqua prima di arrivare nel tuo bicchiere?”.
 
Al quesito, sui manifesti e negli spot che presto appariranno in giro per l’Italia e sulle tv, segue un invito, tanto semplice quanto non usuale per chi l’acqua la vende da sempre: “Salvaguardiamo l’ambiente: scegli l’acqua del rubinetto o proveniente da fonti vicine“.
 
Al consumatore resta poi libertà di scelta tra queste diverse opzioni, non volendo in alcun modo comparare qualitativamente i due prodotti ma con l’invito a fare questa scelta in maniera consapevole e sulla base di una riflessione derivante da una informazione rigorosa e completa. Mettendo anche nel conto che, da tutto ciò, potrebbe alla fine scaturire la rinuncia a una quota di utili che proprio dalla vendita di acqua sin qui derivavano. Sta in questa semplice filosofia, semplice da enunciare, ma assai impegnativa da tradurre in scelte e azioni concrete, ciò che Coop intende proporre ai propri soci, ai consumatori e alle famiglie italiane.
 
 
Consumatori informati per scegliere bene
“L’acqua è un elemento fondamentale della vita su questo pianeta“ spiega Aldo Soldi, presidente di Ancc-Coop, l’Associazione nazionale cooperative di consumatori -, un bene prezioso ma non inesauribile e nel contempo è un qualcosa che ogni giorno acquistiamo, utilizziamo e consumiamo.
Proprio per questo, convinti di interpretare una sensibilità esistente, abbiamo deciso di lanciare una campagna nel segno della sostenibilità, fortemente ancorata a quei principi che sono propri di Coop, cioè di cooperative che associano complessivamente 7 milioni e mezzo di soci e che mettono i temi dell’ambiente e del risparmio per i consumatori al primo posto“.
“Senza alcun atteggiamento ideologico nè integralista, ma con la responsabilità di chi è leader nel mercato della grande distribuzione“ spiega il presidente di Coop Italia, Vincenzo Tassinari“ vogliamo essere apripista, sperando che altri ci seguano, su un fronte nuovo e importante. Da soli sappiamo che non risolveremo i problemi, ma, come avvenne per le nostre altre grandi campagne consumeriste, se la sfida è per una cosa giusta, alla fine anche gli altri ti seguono. E noi speriamo proprio che così sarà anche questa volta. A tutto beneficio dell’ambiente. Poi, lo ripeto, il nostro progetto informa, invita a riflettere e lascia comunque al consumatore la libertà di scelta, senza precludergli alcuna opzione”.
 
Acqua minerale, il boom dei consumi
Ma cosa significa, sul piano concreto, informare e invitare i consumatori a scelte più consapevoli? Il punto di partenza è l’enorme aumento dei consumi di acqua minerale che c’è stato in questi anni nel nostro paese e l’impatto complessivo che questo business (che vale 3 miliardi di euro l’anno solo in Italia) produce sull’ambiente. Miliardi di bottiglie di plastica che ogni anno riempiono migliaia di Tir che a loro volta vanno su e giù per strade e autostrade. Qualcuno potrebbe dire che è una cosa normale nell’economia globalizzata.
Può darsi. Ma, come si calcola attraverso “l’impronta ecologica”, è anche vero che ogni anno si consumano più risorse di quante la Terra possa riprodurre. Dunque, se non si inverte la rotta, si va verso un lento ma inevitabile esaurimento dei pozzi. Ma per dissetarsi c’è una alternativa molto semplice e assai meno costosa, l’acqua di casa propria. E se per motivi di gusto o legati alla propria salute, alle acque minerali non si può o non si vuole rinunciare (sono temi complessi che approfondiamo in queste pagine nell’intervista a un medico, il professor Zanasi), allora si può prestare attenzione a scegliere acque minerali provenienti da sorgenti vicine e che, quindi, non abbiano fatto troppi chilometri sulle nostre strade.
I dati da questo punto di vista sono chiari: 100 litri d’acqua imbottigliati e trasportati su camion per 100 chilometri (ma mediamente ne fanno ben di più) emettono in atmosfera almeno 10 chilogrammi di anidride carbonica (CO²). Se invece si sceglie il rubinetto, la produzione di CO² è di circa 0,04 kg.
“Il punto di partenza del nostro intervento“ spiega ancora Aldo Soldi“ sarà informativo ed educativo, come è tradizione di Coop, considerando che proprio a settembre abbiamo festeggiato i 30 anni dell’attività di educazione al consumo consapevole. Per questo insisteremo anche sull’importanza di non sprecare acqua e, nei materiali che accompagneranno la campagna, ci saranno indicazioni per un uso corretto di questa risorsa. In più, essendo Coop, coi suoi negozi e le sue strutture, un grande utilizzatore di acqua stiamo impegnandoci a consumarne meno, sia con attenzioni del personale che con accorgimenti tecnici e strutturali.
Dunque il nostro è un impegno a 360°. Lo dico perchè siamo consapevoli che intorno al tema acqua ruotano interessi economici importanti, e che forse ci potranno essere anche reazioni alla nostra campagna. Per questo lavoriamo con ancora maggior rigore, convinti che il nostro non sia un intervento contro qualcosa e qualcuno, ma per favorire un passo avanti dell’intera collettività e dei cittadini”.
Dunque, tornando all’articolazione concreta della campagna, ci saranno spot tv, manifesti e materiali nei punti vendita, incontri pubblici promossi dai soci che svilupperanno coi consumatori le tante problematiche cui accenniamo in queste pagine.
Poi verranno le scelte. Chi deciderà di puntare sull’acqua di casa propria, senza se e senza ma, avrà già risolto ogni problema.
 
Acqua Coop: bottiglie più leggere
Per chi continuerà a preferire le acque minerali, nei punti vendita Coop si troveranno indicazioni sulla localizzazione delle fonti, di modo che un consumatore possa essere in grado di verificare, con l’acquisto di una bottiglia, quanti chilometri ha percorso prima di finire nel suo carrello.
Dal punto di vista delle acque minerali a proprio marchio, Coop ha poi messo in campo alcune scelte tese a ridurre ulteriormente gli impatti ambientali come la riduzione della grammatura delle bottiglie. Una operazione avviata da tempo e ormai a regime. Ebbene, rispetto al 2007, la grammatura delle bottiglie si sta progressivamente riducendo, in percentuali diverse (legate alle caratteristiche dei differenti impianti di imbottigliamento), varianti tra il 13 e il 20% rispetto al 2007. Teniamo conto che una bottiglia da 1,5 litri (col tappo) pesa intorno ai 26-28 grammi, mentre prima variava tra i 32 e i 36. In complesso l’operazione sgrammatura produce un risparmio nell’emissione di 3.300 tonnellate di CO².
 
 Più fonti per ridurre i chilometri
L’altra operazione è stata quella di acquisire due nuove fonti da aggiungere alle proprie sin qui esistenti (che sono la sorgente Grigna, in provincia di Lecco e la sorgente del monte Cimone in provincia di Modena) per imbottigliare i propri prodotti. Le nuove entrate sono, da aprile 2010, la sorgente Valcimoliana (in provincia di Pordenone) e, da ottobre 2010, quelle di Angelica e Pregiata (in provincia di Perugia). La disponibilità di quattro fonti, dislocate in diverse zone del paese, consente di ridurre in modo consistente le percorrenze dei trasporti verso i punti vendita. Si tratta di operazioni complesse, da un punto di vista aziendale, su cui si è lavorato per mesi e il cui risultato a regime, secondo le previsioni, sarà quello di ottenere una riduzione della distanza media che le bottiglie devono compiere di circa il 12%, circa 30 chilometri in meno per ogni viaggio. Su scala annuale si ipotizza così un risparmio di oltre 200 mila chilometri percorsi, pari a 350 mila chilogrammi di CO² emessi. Un ulteriore miglioramento di questi dati sarà possibile con l’acquisizione di una fonte di imbottigliamento anche nelle regioni del sud, obiettivo su cui Coop sta lavorando a completamento del suo piano.
È bene ricordare che, all’interno dei punti vendita, continueranno a essere disponibili tutte le marche presenti sino ad oggi. Nessuna limitazione o rinuncia. Sarà il consumatore a fare la differenza.
Su un altro versante, Coop, attraverso i suoi soci, “si impegnerà “spiega ancora Soldi“ anche a sollecitare i gestori delle reti idriche pubbliche, a rendere disponibili in maniera tempestiva e trasparente, i dati sulla qualità delle acque che escono dai rubinetti delle città italiane. Una strada su cui molti si stanno già muovendo, ma che occorre rafforzare se davvero si vuole conquistare la fiducia dei cittadini”.
“Come si vede le azioni messe in campo sono molteplici e cercano di rendere maggiormente consapevole il consumo degli italiani, con una maggiore attenzione alla sostenibilità e avvicinandoli a standard più europei“ conclude Tassinari“ In questo c’è una coerenza di fondo con la storia Coop, una storia nella quale mettiamo nel conto che prima dell’interesse strettamente com-merciale vengano quelli del cittadino-consumatore e dell’ambiente”.

Dario Guidi

4 Commenti

  1. LO SANNO TUTTI CHE LE BOTTIGLIE DI PLASTICA ANDREBBERO ELIMINATE PER OVVI MOTIVI, PERCHE’ NON ESISTE UNA LEGGE AFFINCHE’ CI SIA UNICAMENTE UNA VENDITA IN BOTTIGLIE DI VETRO (DA RENDERE OVVIAMENTE).

    IL CONSUMATORE NON DOVREBBE ESSERE OBBLIGATO A SCEGLIERE L’ACQUA IN BOTTIGLIE DI PLASTICA PERCHE’ MENOI COSTOSE E NEANCHE ESSERE OBBLIGATO A CONTATTARE VENDITORI IN ALTRE REGIONI CON UN SERVIZIO PORTA-A-PORTA. BASTA IL LUCRO SULLA PELLE DEI CONSUMATORI… E’ SEMPLICEMENTE UNA VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 23 luglio, 2019 at 10:01 am — Rispondi

      Ciao Tonia, anche il vetro a rendere ha i suoi problemi di logistica, con camion che girano pieni e poi vuoti su e giù per l’Italia. L’unica vera soluzione al problema è l’acqua di rubinetto. Grazie del maiuscolo e saluti.

  2. Il problema acqua diventa ogni giorno sempre più urgente. Ormai è dovere del consumatore tutelarsi nel proprio ambito famigliare, informandosi e depurando l’acqua con lo strumento migliore.
    Basta plastica.
    Basta veleni.
    Basta malattie.
    Solo salute!

  3. … prima dell’interesse strettamente com-merciale vengano quelli del cittadino-consumatore e dell’ambiente”. (Guidi).

    Come Cittadino vorrei che una potenza Politica, oltre che Economica come Coop facesse qualche passo per sollecitare che una Risorsa-BENE COMUNE come l’Acqua fosse Tutelata con politiche ambientali di PREVENZIONE e soprattutto di RISANAMENTO, visto che in Emilia Romagna e soprattutto nelle Provincia di Modena la qualità delle Acque sotterranee è tra le peggiori d’Italia, tant’è che Hera ha dovuto chiudere dei pozzi (ES.: San Vito, Spilamberto) in quanto i limiti di potabilità erano Superati (Nitrati). La zona di alta pianura è la più VULNERABILE (nella bassa pianura le falde sono protette da strati di argilla impermeabile); a Cognento, Modena, i Nitrati si avvicinano al limite.
    Le Responsabilità sono note ed evidenti:
    1) Distribuzione agronomica eccessiva e Lagoni stoccaggio liquami di allevamento con fondo in terra.
    2) Purtroppo la mano pubblica(Regione – Arpa) che IGNORA colpevolmente il problema, per tutelare gli interessi degli allevatori.

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